HAPPY BIRTHDAY,MR. ZIMMERMAN: l’omaggio di quattro cantautori “dylaniati” a Bob DYLAN

Quando nel 2007 il regista Todd Haynes fece il film “I’m Not Thereaffidò a sei attori altrettanti differenti aspetti della vita di Bob Dylan. «La vita di Dylan in cambiamento– spiegò- e le costanti sparizioni e trasformazioni ti fanno agognare di prenderlo… ma Dylan è difficile e misterioso ed evasivo e frustrante, e ti permette di identificarlo maggiormente come un’identità marginale.» Ecco, quindi, che è stata quanto mai azzeccata l’idea di Federico Sirianni di chiamare altri tre dei migliori cantautori del Nord Est italiano per renderne le diverse sfaccettature in occasione del settantesimo compleanno.

Ne è nato lo spettacolo “Happy Birthday, Mr. Zimmerman” che, dopo aver esordito il 24 maggio (giorno del compleanno di Dylan) al Circolo dei Lettori di Torino, il 2 luglio ha fatto tappa all’Espace Populaire di Aosta. «Era un sacco di tempo che volevo realizzare uno spettacolo su Dylan– ha spiegato Sirianni- così ho radunato alcuni vecchi amici, che hanno aderito con entusiasmo alla cosa. Siamo tutti dylaniani e dylaniati.» Oltre a Sirianni di tratta dell’ attore/autore Paolo Severini e di Mario Congiu, Carlo Pestelli e Giuliano Contardo. Non a caso tre cantautori, categoria che non può non avere un enorme debito di riconoscenza per il menestrello di Duluth (Dylan ha influenzato proprio tutti”, ha dichiarato Tom Petty).

«M’è capitato abbastanza casualmente di riascoltare Dylan dopo tanti anni– ha raccontato Sirianni- e la sensazione è stata un po’ tipo riaffrontare, che so, Dostoevskij o Proust o Joyce da adulti, dopo che li si era letti in gioventù. Così mi sono lasciato investire dalle parole, dai simboli, dalle vite di questo artista pazzesco. Mi ci sono tuffato senza salvagente ed è stata, ed è tuttora, un’immersione incredibile, in un oceano dove trovi continuamente un pesce nuovo, diverso, una meraviglia della natura o un mostro degli abissi. Dovevo fare qualcosa di tutto questo, non pensi?»

Il risultato è uno spettacolo essenziale nella struttura e nella strumentazione (voci, chitarre acustiche, piano ed armoniche), che ad Aosta è stato quanto mai coinvolgente ed emozionante proprio perchè era evidente che i primi ad essere coinvolti ed emozionati erano i protagonisti sul palco, a ciascuno dei quali Dylan ha creato dei perchè e segnato momenti. «Sono moltissime le sue frasi che mi vengono in mente.- ha concluso Contardo- La prima è quella che mi piacerebbe sentirmi dire da una donna: “Come in, she said, I give you shelter from the storm”. Ma anche “Something is happen here but you don’t know what it is, do you mr.Jones?” non è male…» E Contardo ha aggiunto: «Per me è “It’s life, and life only”. E’ un po’ la sua filosofia.»

 

                                                                                                                   

Rispondi