BURT a BARD: BACHARACH regala “magic moments” al Forte di Bard

Non è facile lasciare Luciana Littizzetto senza parole. L’8 luglio 2011 Burt Bacharach (Kansas City 12 maggio 1928) ci riuscì. Dopo avere seguito estasiata, in prima fila, il suo concerto nella Piazza d’Armi del Forte di Bard, l’attrice torinese (che, ricordiamolo, è prima di tutto una musicista diplomata in pianoforte), infatti, confessò: «E’ una grande emozione che preferisco tenere dentro». Come darle, del resto, torto dopo che si era stati investiti per due ore da un flusso ininterrotto di canzoni entrate nell’immaginario collettivo di generazioni su generazioni.

Difficile, infatti, non avere amato almeno una delle migliaia di canzoni dell’ottantatreene compositore americano. Sono talmente tante che, a volte, non si sa nemmeno che sono sue. In Italia, per esempio, succede con certi successi degli anni Sessanta di Adriano Celentano (“Stai lontana da me” è la traduzione di “Tower of Strength”) o Mal (“Bambolina” è “Any day now”). Ma con le sue canzoni si sono confrontati ben 1789 artisti (come annotato nel suo Hitmaker Archive), tra questi i Beatles (Baby, It’s You), Tom Jones (What’s New, Pussycat), Dusty Springfield (The look of love), Herb Alpert (This Guy’s in Love With You). L’interprete preferita resta, comunque, Dionne Warwick, che negli anni Sessanta formò con Bacharach e il paroliere Hal David una delle principali fabbriche di successi del mondo. Dopo 
i due Oscar, nel 1970, per le musiche del film “Butch Cassidy And The Sundance Kid” e la canzone “Raindrops Keep Falling On My Head”, Bacharach conobbe un appannamento, legato anche a vicende personali. La sua stella tornò, comunque, a brillare negli anni Ottanta in cui sfornò successi planetari come “Arthur’s Theme” di Christopher Cross e “That’s what friends are for” cantato dalla Warwick con Stevie Wonder ed Elton John. Tutte melodie che si imprimono immediatamente nella memoria pur se frutto di una grande sapienza musicale, affinata con Darius Milhaud, che lo fa oggetto di venerazione ed omaggi da parte di musicisti come Elvis Costello, Pat Metheny e Oasis.

Gran parte di questi successi Bacharach li eseguì anche a Bard legandoli con il filo conduttore dell’amore, sottolineato da “What the world needs now is love”, che, significativamente, aprì e chiuse il concerto. Ad eseguirli una sfavillante band formata da Bill Cantos e David Joyce (tastiere), Elizabeth Chorley (violino), Tom Ehlen e Dennis Wilson (fiati), David Coy (basso), Vinny Pagano (batteria) e i cantanti Josie James, John Pagano e Donna Taylor. Oltre a suonare il piano, Bacharach si limitò ad accennare, con la sua caratteristica voce afona, solo pochi pezzi. In particolare nel medley dedicato alle sue musiche da film sussurrò le stupende “The look of love” e “Alfie” e, nel finale, “Raindrops keep fallin’ on my head”, sulle note della quale accompagnò al piano, in piedi, il coro del pubblico. La canzone aveva quasi evocato la pioggia caduta fino a poco prima del concerto. Per proteggersene gli 850 spettatori (il massimo della capienza omologata della Piazza d’Armi) erano stati forniti di un “poncho” impermeabile rosso che era molto piaciuto a Bacharach. «Mi piacete vestiti tutti con la stessa uniforme.-disse dal palco- Sembrate una squadra di calcio.» A piacergli, e tanto, fu anche il Forte che definì “wonderful place”. Vi era arrivato il giorno prima e l’aveva girato in lungo e largo con lunghe passeggiate. Spintosi fino alle Scuderie, il giovedì sera era finito per rimanere chiuso fuori dal corpo principale dell’edificio. Era bastata una telefonata a Gabriele Accornero, dirigente del Forte, per risolvere l’inconveniente. Peccato che Bacharach non si fosse, invece, trovato lì anche al termine dello spettacolo, avrebbe sicuramente sorriso ascoltando il gruppo di giovani che, scendendo verso il borgo di Bard, cantava, felice, “Magic moments”.                                                                                                 

 

 

3 responses to BURT a BARD: BACHARACH regala “magic moments” al Forte di Bard

  1. domenico salinardi says:

    serata veramente strepitosa, sopratutto per un uomo di 83 anni, grande Burt.

  2. donatella says:

    ciao gaetano, il dodici luglio ho assistito al concerto di bacharach a taormina , mitico., ha trascinato il pubblico in diverse canzoni sono proprio contenta di avere partecipato.ieri quando tornavo a casa pensavo a te, mi chiedevo se tu lo avessi conosciuto, poi pochi minuti fa ho aperto il blog e figurati se non mi avevi anticipato, anche tu mitico come burt… baci donatella

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