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MUSICA

PFM canta DE ANDRE’ all’Aosta Sound Fest

«Fabrizio si convinse solo quando ascoltò le registrazioni del tour. Belin, esclamò, ma la gente sentiva questo? Ah bè, adesso ho capito.» A raccontarlo è Franz Di Cioccio, batterista e cantante della Premiata Forneria Marconi che, nel 1978, fu quello che propose a Fabrizio De André di andare in tour col gruppo e nuovi arrangiamenti delle sue ballate. Ne nacquero due dischi, “Fabrizio De André in concerto vol.1 e 2”, che sono entrati nella storia. Al punto che nel 2004, in occasione del venticinquennale del tour, il gruppo ha messo su lo spettacolo “PFM canta De André”, che, dopo essere stato ospite della Saison Culturelle 2007, il 15 giugno è approdato allo stadio Puchoz di Aosta nell’ambito dell’Aosta Sound Fest.

«Ho convinto Fabrizio– ci ha raccontato Di Cioccio- che, al di là del cantarle con la chitarra, le sue canzoni avevano potenzialità musicali che siamo riusciti a sviluppare adattando a ciascuna una diversa scenografia sonora che desse ancora più senso alle sue parole. Si va dal minimalismo alla parte più elettrica che in De André era assente. Con il culmine di “Amico Fragile” che è il pezzo che preferisco.» Ha incontrato delle resistenze? «Fabrizio non aveva mai affrontato il pubblico, per cui aveva un certo timore di confrontarsi con noi che avevamo alle spalle migliaia di concerti anche all’estero. Ma, alla fine, si è lasciato affascinare dall’idea e sono nati gli album che tutti conoscono.» Non poteva essere altrimenti con gente come Di Cioccio, Franco Mussida (chitarra) e Patrick Djivas (basso) che ad Aosta sono stati affiancati da Lucio Fabbri (violino e chitarra), Alessandro Scaglione (tastiere) e Roberto Gualdi (batteria).

Alle spalle, infatti, oltre all’esaltante esperienza di protagonisti del progressive europeo, avevano una lunga gavetta cone session men di lusso artefici del suono dei dischi storici di Mina, Lucio Battisti e dello stesso De André (“La buona Novella”). «Venivamo chiamati perchè non eravamo semplici esecutori ma partecipavamo attivamente con proposte di arrangiamento. Tra i frutti del nostro sound ci sono “La canzone del sole” e l’album “Amore non amore” di Battisti, il disco strumentale frutto del suo innamoramento per il nostro suono progressive. E’ per questa capacità di dare l’impronta del pezzo fatto a mano, artigianalmente, che ci siamo chiamati Premiata Forneria Marconi

Pur avendo superato da tempo la sessantina, il nucleo storico del gruppo continua a dimostrare che il tempo è un’optional quando si dispone di un DNA musicale come il loro e della “piscina di Cocoon” di un repertorio prezioso, che spazia dagli album del periodo progressive al progetto “PFM in Classic in cui rileggono composizioni di grandi compositori classici. «La mia amica Fernanda Pivano mi diceva che le persone sono giovani quando hanno un progetto e sono curiose. La vera piscina di Cocoon è la curiosità che ti fa suonare qualsiasi cosa a qualsiasi età.» 

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