A Morgex, MALIKA AYANE canta con la scenografia del Monte Bianco

«Scusate le spalle, ma il Monte Bianco è uno spettacolo troppo bello.» A dirlo è stata Malika Ayane durante il concerto che il 12 luglio ha tenuto agli oltre 1900 metri del Belvedere del Colle San Carlo di Morgex, con, sullo sfondo, la catena del Monte Bianco. Era il primo dei quattro concerti della rassegna “Musicastelle outdoor“, organizzata dall’assessorato al turismo valdostano, che farà esibire alcuni protagonisti della musica pop italiana in location naturali di grande fascino. Complice la bella giornata, il paesaggio mozzafiato ha aggiunto fascino al concerto acustico della ventottenne cantante milanese di padre marocchino che non è, comunque, nuova ad esperienze del genere. Recentemente ha, per esempio, cantato in un rifugio sulle Dolomiti e, al termine di una “notte rosa”, davanti al sole che sorgeva a Riccione.

Nel tuo twitter avevi commentato che “cambia completamente la prospettiva”, è stato così anche con alle spalle il Monte Bianco? «Sì, perché cambia tutto e cambia la mia percezione.- ha risposto- In queste situazioni mi sento una “cosa” piccola travolta dalla grandezza della natura. Al Belvedere è stato come essere ospiti di un salotto nel prato, una situazione molto più intima del solito in cui io e il mio gruppo siamo stati circondati dall’intensità del mondo.» Era, infatti, con lei il suo gruppo storico con Stefano Brandoni (chitarra), Marco Mariniello (basso), Carlo Gaudiello (tastiere), Giulia Monti (violoncello) ed un estroso percussionista. «Abbiamo fatto degli arrangiamenti più acustici di un repertorio che, come faccio ogni volta, decido sul momento», ha spiegato. Non ha, del resto, che l’imbarazzo della scelta visto che al repertorio originale accumulato in quattro anni di carriera aggiunge spesso delle cover (nell’occasione ha fatto cantare ai 500 presenti “La prima cosa bella”).

Lo aveva fatto anche quando, nel dicembre 2010, era stata ospite della “Saison Culturelle” al Teatro Giacosa di Aosta. «Le scelgo tra i miei feticci personali.- si era giustificata- Sono quelle che avrei voluto scrivere io, ma, purtroppo, c’è qualcuno più geniale che l’ha già fatto.» Di “suo” ha, in ogni caso, canzoni che hanno lasciato il segno. A cominciare da “Soul waver” che fu quella che la fece scoprire da Caterina Caselli. «L’avevo cantata come jingle per la Saab. L’ha composta Ferdinando Arnò, uno degli autori di jingles più bravi, che è stato quello che ha mandato il demo che ha colpito la Caselli.» La sicurezza di non dover tornare a fare la fila in un’agenzia interinale per trovare lavoro Malika l’ha avuta al Festival di Sanremo del 2009 dove ha presentato la stupenda “Come le foglie”, scritta dal “Negramaro” Giuliano Sangiorgi. Nel 2010 sono, poi, venute la partecipazione al Festival di Sanremo con “Ricomincio da qui” e la pubblicazione del secondo cd, “Grovigli”, che annoverava collaborazioni con Paolo Conte ed il suo fidanzato dell’epoca Cesare Cremonini. «Da allora tutto è cambiato e ci sono sempre nuovi grovigli da sciogliere.- ha confidato- A fine settembre, comunque, uscirà il mio nuovo disco di inediti.» Che caratteristiche deve avere, secondo te, la canzone perfetta? «Dovrebbe scriverla Lucio Dalla o, come cantavano i Divine Comedy, dovrebbe avere “una divina linea di basso alla Beatles, il sound dei Beach Boys ed essere perfetta al grammo, come un peso massimo nell’ultimo round”.»

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