Così parlò MAURIZIO POLLINI a “Che tempo che fa” del 30/09/2012

La perfezione è qualcosa di non misurabile e può essere anche limitativa. Perché la musica dovrebbe parlare a tutte le componenti dell’individuo, e un’esecuzione in cui tutte le note sono esatte, ma che non dice niente, è una perfezione sterile…Sarebbe meraviglioso che ogni esecuzione sia un progresso rispetto alla precedente, ma non è così. C’è solo una tendenza generale al progresso, quello sforzo personale per avvicinarsi alle intenzioni dell’autore di cui Bruno Walter ha scritto riguardo alle sue direzioni dell’Eroica di Beethoven… Perché si formi una sensibilità nel pubblico è necessaria l’opera di interpreti sensibili e una continuità di ascolto del pubblico. Cosa che nel caso della musica del Novecento dovrebbe essere enormemente intensificata perché il pubblico trovi i fili che in un primo momento non può trovare… La funzione della musica non dovrebbe mai essere di intrattenimento o sottofondo, perché è una realtà molto profonda che necessita di una grande attenzione. La grande musica è frutto di un lavoro enorme del compositore che per essere apprezzata va seguita nei dettagli e in tutte le sue sfaccettature… Ogni artista cerca la massima tranquillità e l’isolamento, ma anche lo stimolo di un pubblico e della vita fuori dell’ambito artistico può stimolare la creatività…Nel mio ultimo cd interpreto i Preludi di Chopin, un’opera straordinaria che, secondo me, definisce quest’autore meglio di qualunque altra. Sono prezzi molto brevi, con grandi contrasti ma, anche, miracolosamente, con, quella continuità che, per primo, ci ha fatto vedere Alfred Cortot che li suonava senza soluzione di continuità. Uniscono la più grande intimità con la più grande intensità, cosa molto difficile…

2 responses to Così parlò MAURIZIO POLLINI a “Che tempo che fa” del 30/09/2012

  1. Carlo Q.V. says:

    qualcuno ricorda quale brano fosse in riproduzione nella prima foto, quella con Pollini che indica?

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