CON UN PICCOLO AIUTO DEI MIEI AMICI le copertine dei vinili raccontano la favola del rock

Con un piccolo aiuto degli amici si possono fare tante cose. Lo conferma quello che è successo nelle scorse settimane sulla mia pagina Facebook dopo che questo “piccolo aiuto” lo avevo chiesto per fare una “conferenza” sulla storia del rock attraverso le copertine dei vinili. “(ri)COVERIAMOCI”, come ho chiamato l’iniziativa, ha avuto un grandissimo successo. Come numero di suggerimenti, ma, soprattutto, per la loro qualità e partecipazione emotiva.

“Crederesti in un amore a prima vista?” , cantavano i Beatles in “With a little help from my friends”, beh, in questo caso è successo qualcosa di simile. Sono stati 200 circa gli amici FB che mi hanno proposto le loro copertine e scritto aneddoti, impressioni, giudizi e anche storie personali. Un flusso di coscienza musicale che ha trasformato la mia pagina FB in un grande lettino da seduta psicoanalitica.

E’, probabilmente, stato su questa onda emozionale che l’iniziativa virtuale su FB si è,miracolosamente, trasferita il pomeriggio del 21 ottobre alla Cittadella dei Giovani (all’interno del mercatino del vinile usato organizzato da Max Arrigo) con una numerosa e partecipata presenza.

Tutti con la stessa stupita curiosità della candida bambina scalza che scruta all’interno di una casa fatiscente della copertina del primo disco dei Violent Femmes segnalatami da Gabriele Mauro. Tutti coinvolti in questo fantastico “viaggio nel tempo cristallizzato in un’immagine” come Gabriele l’ha definito.

Un viaggio dove la rabbia di Paul Simonon dei Clash che spacca il basso sulla copertina di “London Calling” si è magicamente ricollegato ad uno dei primi dischi di Elvis Presley.

Dove Christian Diemoz ha ricordato il suo incontro con Storm Thorgerson, il padre delle più famose copertine dei Pink Floyd. Dove il jazzista Beppe Barbera ha confessato come i Led Zeppelin siano stati “una componente essenziale della mia formazione musicale”.

Dove il druido Riccardo Taraglio ha optato per “Number of the Beast” degli Iron Maiden. Dove si sono rievocate le opere di grandi disegnatori di copertine come Elton Dean, Paul Whitehead, Hans Ruedi Giger, George Underwood e Travis Smith. O grandi fotografi come Robert Mapplethorpe, Richard Avedom , Herrb Ritts,William Klein e Anton Corbijn.

Dove si è passati dal satanismo alla fede, dall’irriverenza della copertina di “God Save The Queen” dei Sex Pistols alla drammaticità della fotografia di Sunshine, il cane a tre zampe di Jerry Cantrell degli Alice in Chains, in cui Renè Cuignon ha saputo indicare “il negativo che diventa positivo” per “uno spirito gioioso e fiero di andare avanti…nonostante tutto.“ Dove, alla fine, una bambina, la figlia di Christian, mi ha tirato la manica della giacca per dirmi: “volevo dirti che oggi è stato molto bello. Ne fai altre?” Un po’ come cantava Guccini: “mi piaccion le fiabe, raccontane altre.”

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