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Musica Classica

Il Maestro RICCARDO MUTI ha ricevuto il Premio Sant’Anselmo al castello Tour de Villa di Gressan

1 Muti -Cristina o1 Riccardo MUti (by glp) P1350733Non poteva avere un battesimo migliore il Premio Sant’Anselmo, l’appuntamento di prestigio voluto dagli Amici del Tour de Villa con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Gressan.

Il primo a riceverlo è stato, infatti, Riccardo Muti, uno dei direttori d’orchestra più importanti nella storia della musica, a cui è stato consegnato la mattina del 15 luglio nel corso di una cerimonia avvenuta nella Sala degli Stemmi del Castello Tour de Villa, a Gressan.

1 Riccardo Muti ok con Lorenzo e Cristina Arruga P1350575La motivazione, “a chi ha dato gioia nell’arte”, calza a pennello per questo settantaduenne napoletano, che, come ha detto nell’occasione il critico Lorenzo Arruga (che con la sorella Cristina è stato il promotore dell’evento), è attualmente “il punto di riferimento della direzione d’orchestra nel mondo”. «La gioia che ci da con la sua musica– ha spiegato Arruga- è la capacità di farci toccare il tutto, lasciandoci più felici e più forti

Gioia che Muti, a Gressan, ha dato anche con le parole, piene di acume e venate da una irresistibile ironia. Come quando ha espresso qualche perplessità sulla trasportabilità in treno dell’enorme cesto di prodotti tipici consegnatogli dal sindaco Michel Martinet come simbolico premio. Aggiungendo: «io spero, però, che arrivi a casa.» Muti era arrivato la sera prima ed aveva trascorso la notte nel castello degli amici Arruga, «un luogo antico, che mi ha permesso un tuffo nella natura, nella Storia e nell’affetto che mi è stato dimostrato.» «Beati voi che vivete qui, è una benedizione», ha confidato al sindaco di Gressan Michel Martinet.

1 Riccardo Muti ok e gli Ottoni dell'Istituto Musicale P1350419Grande apprezzamento ha espresso anche per il gruppo di ottoni dell’Istituto Musicale Pareggiato della Valle d’Aosta-Conservatoire de la Vallée d’Aoste, diretto da Stefano Viola, che lo ha accolto con musiche di Bruckner, Vecchi e Gabrieli. «Bravi, avete un bellissimo suono», ha commentato. Aggiungendo: «il pessimismo a cui induce l’attuale fase del nostro paese non deve trasformarsi in cinismo. Chissà che dall’esempio di questi ragazzi e da questo premio non nasca un rivolo che, trasformandosi in grande fiume, sia d’esempio dalla Valle fino in Sicilia. Perché questo paese lo merita e soprattutto lo meritano i nostri ragazzi. L’importante è non uniformarsi più a formule vuote, che, per esempio, portano a non fare niente per la cultura e chiudere le orchestre. Anche i funerali, con gli applausi alla bara, lo stanno diventando. Io l’ho già detto: quando muoio il primo che oserà applaudirmi verrà visitato in eterno dal mio spirito.»

1 Muti ok con Francesco Puglia P1350590Dopo la premiazione il Maestro si è intrattenuto coi presenti con grande disponibilità e cordialità (Francesco Puglia di Chatillon gli ha regalato una sua “callicatura”). «Ho capito– ha detto- che, al di là dei monti e della neve, c’è molto fuoco nel cuore degli uomini e delle donne di qui

Il secondo momento, aperto a tutti, nella Sala Conferenze della Banca di Credito Cooperativo Valdostana, non ha, purtroppo, avuto l’afflusso che il personaggio meritava (particolarmente grave l’assenza dei responsabili e degli addetti alla cultura musicale locali: politici, consulenti e musicisti, a cominciare dai tantissimi allievi ed insegnanti dell’Istituto Musicale).

1 Riccardo Muti ok P1350802Generosissimo, Muti, sollecitato da Lorenzo Arruga, ha affascinato la platea alternando aneddoti ad esempi musicali accennati al pianoforte. «Maestro, ma lo sa che lei è proprio simpatico?», gli ha detto, ad un certo punto, una spettatrice. «Mi fa arrossire.- ha ribattuto Muti- E pensare che c’è chi mi considera antipatico, arrogante e presuntuoso. Quello che, forse, trae, in inganno, è la fierezza di essere uomo che mi viene dalla cultura umanistica meridionale e traspare dalla mia espressione. Ma è una cosa familiare, perché ce l’ha anche mia nipote di tre anni

INTERVISTA

1 MUTI 2014-07-15 10.07.32Maestro, 35 anni fa in “Prova d’orchestra” di Federico Fellini, l’attore che interpretava il direttore d’orchestra affermava che il direttore “è come un prete che deve avere una chiesa con fedeli, con credenti. Quando la chiesa crolla, i credenti crollano in ateistici”. E’ questa la situazione attuale?

«Non credo che il tempio crolli se i fedeli diventano atei, credo che crolli se non ci sono i fedeli. Ma i fedeli vanno costruiti. Perché è vero che la fede è una grazia, ma in musica, oltre alla grazia che viene dal cielo, ci vuole l’educazione che faccia risplendere la fede nell’Arte. E non è vero che i giovani sono assenti. In Giappone, dove sono stato ad aprile, il pubblico dei concerti e delle opere era pieno di giovani, perché lì crescono nella disciplina che porta alla conoscenza di quello che è il mondo culturale occidentale di cui hanno grandissimo rispetto. Quindi, anche se è assurdo, dovremmo prendere esempio da quei popoli che si stanno impadronendo della nostra cultura, perché la ritengono sublime, mentre noi la lasciamo cadere.»

1 Lorenzo Arruga-Riccardo Muti-Michel Martinet P1350749 copyIn un intervista lei ha paragonato Beppe Grillo a Iago, che nell’Otello dice: “Io non sono che un critico…”. Non le sembra che nella politica e, più in generale, nella società italiana ci sia molto del melodramma più deteriore?

«Non è una realtà solo italiana, è tutto un mondo difficile da decifrare. In musica se uno stona si capisce che stona, e la stessa cosa se l’orchestra non va insieme. All’armonia netta, che mette in luce i difetti, la politica preferisce la cacofonia. Continua, cioè, ad essere valido il detto borbonico: facimmo ammuino

Spesso cita Vittorio Gui che, quando compì 90 anni, disse: peccato, proprio ora che stavo imparando che cosa significa dirigere un’ orchestra. A 72 anni a che punto si sente?

«Rispetto agli inizi ho acquisito una certa sicurezza. Nel senso della capacità di raggiungere l’essenzialità, ottenendo di più con meno sforzo, non dell’essere diventato conoscitore della verità musicale, perché quella, essendo universale ed infinita, non la si otterrà mai, ognuno ne trova al massimo un pezzettino

1 Muti ok IMG_5120In “Prova d’orchestra”, il direttore d’orchestra dice anche che “la musica è sempre sacra, ogni concerto è una messa.” Non le sembra che non sia più così?

«A differenza di altri tipi di musica che sono di intrattenimento, musica classica e opera lirica sono di nutrimento. Quindi è indispensabile che chi la porta al pubblico abbia un senso di sacralità, in modo da non tradire il messaggio intrinseco dell’autore con atteggiamenti glamour in cui prevale l’esteriorità, cosa molto diffusa nelle nuove generazioni. Toscanini diceva che ogni asino può muovere le braccia, ma riuscire a farle diventare il prolungamento di un pensiero materializzando la musica, quello è solo di pochi. Ormai la nostra è diventata una professione di comodo, in cui sembra che basti avere un’infarinatura di musica. Se, come ho proposto, si decidesse che da domani possono dirigere solo quelli che sono capaci di scrivere un’esposizione di fuga a quattro parti, molti direttori dovrebbero cambiare mestiere.»

Per rafforzare l’idea di come il direttore d’orchestra sia diventata “una professione in cui la si può dare ad intendere”, nell’incontro pubblico il Maestro ha divertito spiegando come chiunque, “soprattutto un vigile urbano,” possa far finta di dirigere l’Incompiuta di Schubert.

«E’ una sinfonia in due movimenti in ¾, quindi per dirigerla basta ripetere questi tre gesti. Quando, poi, finisce il primo movimento tu te ne accorgi perché l’orchestra si ferma. Allora fermati anche tu e fai finta di guardare in cielo e di essere ispirato e in contatto con Dio. Per il secondo movimento fai la stessa cosa. Se ti accorgessi che qualcosa non va, non preoccuparti ma fai finta di starei meditando, tanto l’orchestra cercherà in ogni caso di salvare sé stessa. Per fare questo non ci vuole molto, e c’è, quindi, chi facendo il buffone per una serata guadagna molto di più di quello che, invece, fatica per un mese

 

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