Il volo controvento di DINO CARLINO

1 CARLINO DSCN0062.jpgDino Carlino era un “tarallo inzuppato nell’acqua di tutte le coste”. Di origine sarda, viveva in Valle d’Aosta, con antiche malinconie e nuovi aromi, che, unite a grandi virtù affabulatorie, gli permettevano di passare con disinvoltura dalla struggente poesia gallurese dei “Monti di Mola” di De Andrè all’ironia per l’altra faccia del benessere valdostano portata avanti col Gruppo Gramsci.

1 CARLINO ok DSCN4091.jpgChi meglio di lui poteva, quindi, dissertare sulle differenze tra chi il sole dal mare lo vede sorgere (chi sta sull’Adriatico) a chi lo vede tramontare (chi sta sul Tirreno)? Dino era incontenibile, ed a tratti irresistibile. Le idee sono garantite dal suono delle parole? E, allora, perché non abbondare? Aprendo parentesi, gigioneggiando, mettendo alla prova fino a che punto l’attenzione del pubblico lo potesse seguire.

1 carlino DSCN0105.jpgTanto, prima o poi, a riportare coi piedi per terra ci pensava la voce, la chitarra ed il filo d’armonica dell’inseparabile Roberto Contardo. Un volo liberissimo quello dei due, come quello, simbolico, di Lindbergh (la canzone di Fossati era uno dei loro cavalli di battaglia), fatto da gente che sapeva cosa voleva dire “volare contro il vento e… annusare le stelle”. Lo ha fatto negli “anni giusti per farlo”, come recita il titolo di una canzone composta con Contardo. Poi, dall’agosto 2012, per una crudele malattia non ha più potuto dire quello che sapeva, con il sorriso beffardo che sapeva fare lui, e, soprattutto, a dirlo “insieme a Contardo”.  Finchè nella notte del 14 marzo 2019, ad appena 61 anni, il suo volo si è definitivamente interrotto.1 Carlino IMG_4151.jpgIMG_1333.JPG

Rispondi