
Era anche un pittore, Giancarlo Muzzolon. Figurativo, che prediligeva scorci, portoni, vecchie serrature, finestre e facciate di case antiche che il trascorrere del tempo aveva arricchito di sfumature e segni.
In un suo olio del 2010, “Spiragli”, aveva dipinto una porta chiusa da una pesante catena con tanto di catenaccio in cui si apriva, appunto, uno spiraglio. Metaforicamente quella catena poteva essere la malattia che per anni lo ha costretto ad un lento declino psico-fisico.
Una catena che si è spezzata alle 13.18 del 12 luglio, quando è morto, amorevolmente assistito dalla moglie Myriam. Aveva 74 anni.
L’altra sua grande passione era la Musica, coltivata attraverso lo studio della fisarmonica, iniziato ad appena otto anni alla scuola del maestro Berto Berti al CRAL Cogne di Aosta. Era, poi, diventato prima fisarmonica della Fisaorchestra della Valle d’Aosta che della Scuola era il fiore all’occhiello. Morto Berti, nel 1977 Muzzolon ne aveva preso il posto alla direzione, portandola ad essere una delle migliori formazioni europee.
Il distacco dal CRAL Cogne, l’esaurimento della sovvenzioni regionali e, nel 1988, il veto ai concerti di musica non sacra in chiesa (dove abitualmente si esibiva) portarono ad un progressivo declino.
Finché, nel 1997, l’esperienza Fisaorchestra si era conclusa.
Salvo due episodiche reunion, da me organizzate, che lo avevano riempito di gioia ed entusiasmo. La sera del 19 dicembre 2001, nei locali del CCS Cogne, per festeggiare la pubblicazione del numero tre di “Sidiesis- l’Almanacco della musica in Valle 2000-2001”.
Ed il 28 giugno 2002, in un Theatre de la Ville di Aosta strapieno, nell’ambito della rassegna Aosta Classica. La Fisaorchestra aveva suonato come ai vecchi tempi e “Mussolon”, come lo chiamava Berti, diretto da par suo.
Aveva anche cantato nel Coro Polifonico di Aosta.
Oltre alla moglie Myriam, Giancarlo lascia il figlio Gianluca, Secondo Violoncello nell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano.
I funerali si terranno domani, 14 luglio, alle 14.30, nella Cattedrale di Aosta.
Nel sagrato antistante lo ricorderanno, suonando, alcuni fisarmonicisti che avevano fatto parte della Fisaorchestra.

