HISTORY ROCK: re (del rock) per una notte

Nigrisoli IMG_6392Veterani IMG_5952Altro che revival! A sentire parlare Willy Nigrisoli il rock degli anni Settanta sembra più vivo ed attuale che mai. «Non facevi a tempo a comprare un disco che ne usciva uno ancora più bello», ricorda. Le note di gruppi come “Led Zeppelin”, “Black Sabbath” e “Who” riempivano talmente le sue orecchie e la sua vita, che, inevitabilmente, tentò di riprodurle imparando a suonare, da autodidatta,  la chitarra, per poi, subito dopo, formare il primo complessino. «Mi misi anche ad organizzare i Festival studenteschi tra gruppi della varie scuole aostane.- aggiunge- Il primo si svolse nel 1971, e attirò talmente tanta gente che c’era una coda che dal Salone regionale arrivava fino in Via Gramsci. Nel 1974 mi presentai con gli “Universitari”, ed eseguimmo il medley che gli “Who” avevano fatto a Woodstock: “Pinball Wizard”, “My Generation” e “See me, feel me”…» Sono passati quarant’anni, ma l’entusiasmo di Nigrisoli per quelle atmosfere musicali è immutato. Al punto che ha ideato e organizzato “History Rock”, la rassegna valdostana che vuole ripercorrere le tappe cruciali della storia del Rock attraverso brani celeberrimi eseguiti da musicisti valdostani dell’epoca con l’innesto di forze fresche come la cantante Elisabetta Padrin ed il chitarrista Simone Cremaschi. Giunto quest’anno alla terza edizione, la sera di domenica 28 giugno “History Rock” ha visto sfilare sul palco dello Stadio Puchoz di Aosta il “melody rock” italiano degli “Tsin-Aill” (che hanno dedicato “Gioco di bimba”  al  compianto batterista Beppe Magri, scomparso dieci anni fa), i “Re-Visione” del cantante Mario Dal Monte, l’hard-punk-rock dei “Wild Company” di Nigrisoli e i “Veterani”  del “guitar hero” valdostano Jean Paul Agnesod (che, nonostante il nome, erano netttamente i più giovani con un’età media di 28 anni). Un menù un pò troppo sostanzioso, che, insieme ad alcuni inconvenienti tecnici, ha fatto sì che il gran finale, con tutti i musicisti sul palco ad eseguie una corale “The House of the Rising Sun”, sia avvenuto ben oltre la mezzanotte, quando molti spettatori avevano già guadagnato la via di casa e i Carabinieri minacciavano l’interruzione forzata. Hai voglia a spiegare a questi ultimi  che, come vuole la filosofia che sta dietro “History Rock”, per il rock non è mai troppo tardi.

EIisabetta Padrin MG_6164Wild Company IMG_6266Mario Da Monte IMG_6699

Ecco il video della finale “The House of the Rising Sun”

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