C’ERA UNA VOLTA (15) LAURA DOTTORI: all my trials soon be over

Summertime, when livin’ is easy”. Sono i versi di una delle canzoni preferite di Laura Dottori. Proprio lei, che, in realtà, ha avuto una vita per niente facile. Lei, che, in fondo, ha cantato solo una breve estate.

Laura era una bellissima “figlia dei fiori” aostana, «con i pro e i contro del caso» come ricorda la figlia Sarah. Piena di entusiasmi e impegno politico (negli anni caldi dopo il Sessantotto studiò anche alla Facoltà di Sociologia di Trento, quella di Renato Curcio). Piena, soprattutto, d’amore. Ventenne, si innamorò di un insegnante d’inglese, Tim Bowyer, e, sposatolo, lo seguì nelle sue peregrinazioni in giro per il mondo. Prima in Inghilterra (dove nel 1974 nacquero i figli Sarah e Daniel) poi, nel giro di pochi anni, Iran, Malesia, Singapore, Sumatra, Indonesia. «Finchè si è ammalata e siamo dovuti tornare ad Aosta», ricorda Sarah.

Il ritorno nella sua città fu pieno di musica, grazie all’amicizia con Alberto Faccini con cui immediatamente si intese grazie alla comune passione per i Beatles. Lui con chitarra a dodici corde ed armonica, e lei con una voce alla Joan Baez, a sfoggiare la padronanza che la vita le aveva dato dell’inglese. A cavallo tra il 1982 e l’83 erano , così, venuti diversi concerti in Valle e ad Ivrea.

Nel corso di uno di questi a Villa dei Fiori a Sarre, nel 1983, fu scattata la foto che la ritrae con Faccini e il chitarrista Marco Lavit mentre cantava l’altra sua passione: il Brasile di “Mas que nada” e “Garota de Ipanema”.

Poi, pian piano, i problemi fisici avevano preso il sopravvento, fino alla morte, il 16 febbraio 1991, durante un intervento al cuore a Tolosa. Aveva 43 anni appena. «E’ morta a causa del lupus che le aveva minato il fisico e del cortisone che le aveva indebolito le vene.– ricorda Sarah- All’ultimo by-pass l’aorta non ha retto. Lei sapeva di morire, era cosciente di essere agli sgoccioli. La coscienza di non aver molto tempo da vivere le aveva sempre dato una forza ed una vitalità straordinarie, che, unite alla grande capacità di amare, ne facevano una persona speciale

Rimpianto, tenerezza, risate e, soprattutto, tanta musica caratterizzarono il concerto che gli amici organizzarono dopo la sua morte in un CRAL Cogne strapieno. Con Dino Carlino, Roberto Contardo e Enrico Thiebat. E Carlo Enrietti che interpretò le canzoni dei Beatles che Laura aveva voluto fossero suonate in sua memoria.«Non c’ero, ma quel concerto l’ho sognato.– conclude Sarah- Addirittura in 3D, perchè mia madre è uscita da una diapositiva e mi ha abbracciato.» Come cantava Laura in un’antica ninna nanna, tutte le prove alle quali la vita l’aveva sottoposta erano finite. “All my trials soon be over”.

9 responses to C’ERA UNA VOLTA (15) LAURA DOTTORI: all my trials soon be over

  1. Sarah Bowyer says:

    E’ un articolo meraviglioso, che ricorda Laura con tutto l’amore e la gioia che si e’ sempre meritata, una goccia preziosa di emozione da sciogliere in questo universo di bellezze che lei ha amato e fatto amare a chi le e’ potuto stare vicino.. Grazie Gaetano, grazie di cuore. Sarah Bowyer

  2. Roberto Contardo says:

    E’ vero è un bellissimo articolo, scritto con la passione che contraddistingue chi scrive perché sente di trasmettere dei valori rispetto a chi lo fa per “mestiere”. Quella domenica sera di tanti anni fa dove ci trovammo per cantare Laura, tra le altre, cantai “Signora Aquilone” di Francesco De Gregori, non so se nelle parole di quella canzone vi siano dei riferimenti che ci possano far ricordare la preziosa personalità di Laura, so solo che ogni qualvolta mi capita di ricantarla, il pensiero e la commozione mi riconducono a lei! Grazie Gaetano.
    Roberto Contardo

    • Grazie Roberto, per me vale proprio quello che hai scritto. Gran parte del merito va a Sarah che, ripeto, mi ha fatto “vedere” ed amare sua madre che conoscevo poco e male

  3. Tim Bowyer says:

    Certe cose fanno cosi male che chiudiamo i battenti per alcuni decenni. Ci vogliono quindi alcune generazioni per arrivare a qualche specie di pace.

  4. Manuel Riccardi says:

    ……….che rinnovo!!!Grazie davvero!!!grazie
    Io ancora devo capire il legame straordinario invisibile con Laura , Tim, Sarah , Daniel e i 3 gemelli !!Siete incredibili e preziosi e ricordo tutte le vostre voci come se fosse passato un giorno!!!Bella questa pagina……scalda passato,presente e futuro!!!Mi rinnovo per tutti noi e BUONA GIORNATA!!
    Grazie Gaetano Lo Presti
    Manuel

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