A Fenis brilla, ma non per tutti, la stella di ROBERTO BOLLE

Bolle blog IMG_0445Bolle Fenis  006Evento doveva essere e il Gala “Roberto Bolle and Friends” evento è stato. Con i suoi lati postivi e anche qualche inevitabile polemica. Tra i primi rientra sicuramente lo stupendo fondale del castello di Fenis che la sera del 27 luglio è stato illuminato da 200 kilowatt di luci modellate da Marco Filibeck, “light designer” al Teatro alla Scala, che negli spettacoli del tour sta illuminando alcuni dei più bei monumenti italiani(dal Duomo di Milano al Colosseo). Non ci poteva essere migliore biglietto da visita per una rassegna come Musicastelle” che è organizzata dall’Assessorato regionale al Turismo , a cui non ha potuto che fare piacere il vedere, a sorpresa, sul palco una mucca (anche se di cartapesta)  protagonista, con Bolle, in “Le Grand Pas de Deux” . Tutti bravi, poi, i ballerini che hanno fatto corona a Roberto Bolle, carismatica “icona pop” (come si è definito nell’intervista concessa alla Rai), che, per la delizia delle donne presenti, tra un “renversé” e un “lift” ha messo generosamente in mostra un fisico scultoreo. Molto meno generoso Bolle è stato con la stampa locale che, infatti, non ha, poi, mancato di stigmatizzare uno “spettacolo mordi e fuggi” fatto da una “star al risparmio”. Le lamentele più forti sono, però, venute dagli spettatori seduti in una platea che, tranne che per i posti anteriori (in gran parte riservati) e laterali, ha creato seri problemi Bolle Grolla  IMG_0628di visibilità a chi non fosse stato più che alto. “Bolle? E chi l’ha visto?”, Bolle-Mucca blog IMG_0219ha esclamato, per esempio, una signora incappata dietro una vistosa cotonatura. Non si tratta, tra l’altro, di polemiche nuove, visto che le critiche legate alla scarsa visibilità di uno spettacolo dei “Momix” erano state tra le cause della fine del mai abbastanza rimpianto “Festival di Sarre”. Va bene, infatti, che gli organizzatori portino la danza verso la gente ambientandola in posti suggestivi, solo che spesso e volentieri questi, come nel caso di Fenis, non permettono agli spettatori di godere appieno lo spettacolo, visto che la danza è fatta di atletici salti e “relevé”, ma, anche di espressivi “par terre”. Lo prova la battuta di uno spettatore nel momento di massima tensione emotiva del celeberrimo “La morte del Cigno”: «Ma non può morire in piedi? Almeno così si vede qualcosa!»

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