L’equilibrista FEDERICO ZAMPAGLIONE conquista il Forte di Bard

Zampaglione (by Gaetano Lo Presti) IMG_4581La sera di sabato 29 agosto è stato come se nella Piazza d’Armi del Forte di Bard fosse stato steso un lunghissimo filo. Con a camminarci sopra, a mò di equilibrista, il cantautore romano Federico Zampaglione. Si deve, infatti, ad un delicato gioco di equilibri ed empatia col tastierista Andrea “Fish” Pesce la riuscita del concerto, organizzato dall’Associazione “Amici del Forte di Bard”, in cui i due hanno suonato acusticamente i  maggiori successi dei  “Tiromancino”  fondati da Federico nel 1989. «Senza il gruppo che ti sorregge– mi ha spiegato- bisogna riuscire a mantenere sul palco una grande tensione creativa. Questo da una parte porta a guardarti dentro, per cui considero questa tournèe terapeutica, dall’altra fa sì che il concerto sia molto più intenso e diretto. Tutto è partito dalla volontà di liberare i pezzi da sovrastrutture ed arrangiamenti accumulatisi nel tempo per riportarli alle origini, all’emozione del  momento in cui sono stati composti.» Sono rinati, così, a nuova vita, brani entrati di diritto nella storia della nostra musica: da “La descrizione di un attimo” a “Angoli di cielo”, da “Due Destini” a “Per me è importante”. Pezzi che, come recita la motivazione del Premio “Riccio d’Argento” ricevuto da Zampaglione nel settembre 2008, sanno “coniugare composizioni di grande impatto ed eleganza… con la capacità di affrontare temi scottanti ed attuali, insoliti per la musica popolare italiana”. «Cerco di applicare alle canzoni la filosofia della vita, nel tentativo di cercare cose altrimenti sepolte dalla confusione e dal rumore del vivere di tutti i giorni che porta a perdere i punti di riferimento e a vivere in una realtà frenetica e delirante che impoveriscePesce-Zampaglione (by Gaetano Lo Presti) IMG_4515Zampaglione è arrivato a Bard reduce da una settimana londinese durante la quale si è esibito con il suo tour acustico allo storico “Dingwalls” (il 26 agosto) e, il 28, ha presentato al FrighFest Festival il suo nuovo film “Shadow“. «E’ un film violento che racconta di un soldato americano reduce dall’Iraq, che, per dimenticare gli orrori della guerra, si trasferisce a Tarvisio, dove, però, scopre che la cosiddetta “normalità” può essere più orribile della guerra. Sono un appassionato di horror, e facendo questi film (nel 2007 aveva diretto “Nero bifamiliare”: n.d.r.) sfogo, un pò schizofrenicamente, il mio dark side, anche se, pure musicalmente, sono più crepuscolare che solare.» Lo conferma  l’amore per il blues (esemplificato nell’occasione da una versione di “Nobody Knows You When You’re Down and Out”), che, più o meno palesemente, innerva tutta la sua musica. «Il blues è una musica che si autorigenera, e che, entrando sotto le pieghe della pelle e lavorandoti dentro, crea una sorta di stato ipnotico. Anche nella musica dei “Tiromancino” ci sono questi elementi catartici ed una certa malinconia di fondo che vengono dal blues.» Blues che Zampaglione ha saputo fondere con uno spiccato gusto melodico che gli viene dalla tradizione della grande canzone italiana che nell’occasione ha omaggiato con una intensa versione de “La nevicata del ‘56” del “Maestro” Franco Califano. Storica canzone cantata nella Piazza d’Armi del Forte di Bard che di storia ne ha vista passare tantissima. Può il passato di un posto come questo influire sul concerto? «Luoghi maestosi come il Forte hanno in sé una particolare sacralità che diventa parte integrante del concerto trasmettendo alla musica un’energia particolare.»  

Federico Zampaglione (by Gaetano Lo Presti) IMG_4448Andrea Pesce (by Gaetano Lo Presti) IMG_4427Zampaglione (by Gaetano Lo Presti) IMG_4486

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