I 90 anni del Parco Nazionale del Gran Paradiso festeggiati, a Cogne, da due “pezzi da novanta” come Lisa Tomellini e Gianluca Campi

Era il 3 dicembre 1922 quando, sui 2100 ettari della riserva di caccia che, nel 1919, re Vittorio Emanuele III aveva regalato allo Stato, venne istituito il primo parco nazionale italiano: quello del Gran Paradiso. Novanta anni di impegno di impegno a favore della Natura che l’Hotel Bellevue di Cogne (con il patrocinio dell’Ente Parco e del comune) ha deciso di festeggiare scomodando dei veri e propri “pezzi da novanta” della musica: la pianista Elisa Tomellini ed il fisarmonicista Gianluca Campi. La sera del 5 ottobre i due virtuosi genovesi sono, così, stati protagonisti di un concerto gratuito in una sala dell’Hotel impreziosita da uno splendido piano Bechstein.

Residente da 5 anni in Valle, la Tomellini ha alle spalle una brillante carriera fatta di concorsi, concerti e tantissimo studio con maestri come Alexander Lonquich, Lazar Berman e Vincenzo Balzani. I brani di Franz Liszt che ha suonato sono di quelli da far tremare i polsi ai pianisti più esperti: è, infatti, passata dall’Étude de concert No.2 “La Leggerezza” a due celeberrimi “Études d’exécution trascendante” come “Mazeppa” e “Feux follets (fuochi fatui)”. «Mi piace tutto il repertorio potente.- ha confessato- Mi da un piacere fisico e la sua meccanicità fa sì che il suonare diventi un mantra, come pregare. Perfezionando continuamente lo strumento e la tecnica, noi concertisti diventiamo strumenti dell’espressione e, a sua volta, l’arte diventa uno strumento conoscitivo di noi stessi.» L’inquieta Tomellini ha, comunque, avuto più di uno scarto rispetto alla strada segnata per una brava concertista. Lo è, sicuramente, il kung-fu, che ha cominciato a praticare a 18 anni. E lo sono interessi musicali variegati: dalla musica elettronica di Trentemoller e Claudio Coccoluto al tango.

E’ stato proprio il tango il terreno d’incontro con Gianluca Campi con cui ha duettato in pezzi di Astor Piazzolla (da “Adios nonino” a “Oblivion”) e Richard Galliano (“Tango pour Claude”). In fatto di virtuosismo non scherza nemmeno il trentaseienne Campi, che è considerato uno dei migliori fisarmonicisti italiani. Enfant prodige, a cominciato ad inanellare vittorie nei concorsi già a 12 anni, e a 13 anni, dopo l’affermazione al concorso internazionale di Vercelli, il grande Wolmer Beltrami lo definì il “Paganini della fisarmonica”. La consacrazione internazionale è avvenuta, invece, nel 2000 con la vittoria al trofeo mondiale Alcobaça in Portogallo. A Cogne, come solista, ha eseguito brani di Sarasate (“Introduzione e tarantella”), Strauss (“Voci di primavera”) e, naturalmente, Paganini (“La campanella”). 

 

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