C’ERA UNA VOLTA (34) – LOUIS ATZORI, l’ecobatterista

1 Atzori ECOBEAT STUDIOQuest’anno non potrà, purtroppo, mandarmi le dolci canzoni natalizie che annualmente scriveva e regalava agli amici. Il torinese Louis Atzori è, infatti, morto, per un problema cardiaco, il 2 dicembre mentre stava suonando quella batteria alla quale aveva dedicato la vita. Aveva 64 anni, e, nel teatro della scuola San Giuseppe di Torino, era impegnato nelle prove di uno spettacolo di beneficienza a favore del dipartimento di Oncologia delle Molinette e dell’ANDOS (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno).

Circis 2000 IMG_8314Louis era un fior di musicista, con alle spalle una gloriosa carriera, che già a 17 anni lo aveva visto entrare nel giro grosso coi Circus 2000, che agli inizi degli anni Settanta conobbero il successo con brani come “I’m the witch”.

L’esperienza fatta con gruppi torinesi come i Procession e le Industrie Musicali, gli spalancò, poi, le porte del professionismo come turnista di sala di registrazione, ricercato per la capacità di “spaccare il click ed un groove ed un sound leggendario.”

PAOLO CONTE Paolo ConteLo si può ascoltare in dischi di Ivan Graziani, Edoardo Vianello, Ombretta Colli, Drupi, Beppe Starnazza e i Vortici di Roberto “Freak” Antoni e Dario Baldan Bembo. Le esperienze più significative rimangono, comunque, quelle con il Paolo Conte dei primi dischi (quello della “Topolino amaranto”) e, soprattutto, il Lucio Battisti di “Images”, il cd con cui il cantautore reatino tentò il lancio sul mercato americano.

1 Louis ATZORI ed il figlio Ivano okAperto uno studio di registrazione a Torino, dal 1990 Atzori aveva cominciato a lavorare come compositore ed arrangiatore in campo cinematografico, teatrale, televisivo e pubblicitario, affiancato negli ultimi anni dal figlio Ivano.

Sono, tra l’altro, suoi gli inni per i centenari di Juventus e Torino e le musiche per l’ostensione della Sindone del 2006 ed il film “Giovanni Paolo II, quasi un’autobiografia”.

Nel 1976 aveva sposato la valdostana Jole Gianinetti, ed era stato proprio a Brissogne che, con materiali di scarto, aveva messo a punto un’Ecobatteria, “sponsorizzata” dall’Amiat, l’azienda che si occupa dello smaltimento dei rifiuti di Torino, con la quale aveva portato avanti il progetto Ecobeat, che, oltre ad un cd, prevedeva un concerto-spettacolo didattico.

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