Guido Sportelli era l’uomo delle sorprese. Come quando, l’11 dicembre 2002, sul palco del Teatro Giacosa di Aosta per il concerto natalizioo delle sue Penne Nere, aveva annunciato che quella sarebbe stata la sua ultima volta alla testa del Coro. Perché ormai aveva una certa età, perché aveva problemi d’udito, perché 42 anni di direzione erano troppi…Crederci? Non crederci? Poi vedevi le facce dei coristi, notavi occhi troppo lucidi, sentivi che l’abituale allegria questa volta era un po’ forzata, e realizzavi che era proprio vero.
Come è vero, oggi, che Guido Sportelli è morto. Nella notte tra l’8 ed il 9 gennaio 2024, all’Istituto Clinico Città Studi di Milano, dove era ricoverato.
Nato nel 1935, aveva fatto tantissime cose, soprattutto a Torino: dall’’avvocato al cabaret con “I Cabarettieri”, dal folk revival con I Cantastorie alla registrazione, nel 1983, dell’LP “La Topolino amaranto” con brani del suo amico Paolo Conte. Era, però, legatissimo alla Valle d’Aosta grazie al Coro Penne Nere che aveva diretto per 42 anni.
Ad Aosta era arrivato nel 1961 per prestare servizio alla Scuola Militare Alpina come Sottotenente di complemento. Il suo arrivo era stato, però, preceduto dalla fama di cantante ed armonizzatore conquistata con il Coro La Grangia di Torino. Subito gli avevano, infatti, proposto di prendere la direzione delle Penne Nere, rimaste senza direttore. E lo “sventurato” aveva accettato. Con le “Penne Nere” aveva fatto centinaia di concerti in tutt’Italia ed all’estero, organizzato rassegne, registrato 4 Lp, 2 Cd e una musicassetta. Quarantadue anni di avventure musicali con la ciliegina di gemme immortali come “Le pays natal” e “Ma Vallèe”, composte con il collega avvocato Giorgio Gianoglio.
Per questo nel 2007 era stato insignito dell’onorificenza Ami de la Vallée d’Aoste.
I funerali si svolgeranno alle 10 di giovedì 11 gennaio alla Parrocchia San Pio V e Santa Maria di Cailvairate, in Via Lattanzio 60 a Milano.





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