MUSICA

Intervista a JULIEN BOVEROD, in arte Jvli, in gara con due canzoni al Festival di Sanremo 2024.

In un Festival di Sanremo, come quello che quest’anno si terrà dal 6 al 10 febbraio, caratterizzato dall’estrema concentrazione degli autori (16 dei 30 brani in concorso sono firmati da tredici autori) non è facile inserirsi. Chi c’è riuscito per il secondo anno è il ventiquattrenne valdostano Julien Boverod, in arte Jvli, che, oltre ad esserne arrangiatore e produttore, è autore di ben due canzoni in gara.

L’anno scorso aveva partecipato con “Polvere” del rapper Federico Olivieri, in arte Olly.

Jvli e Olly con Lorella Cuccarini al Festival di Sanremo 2023

Quest’anno, sarà, invece, in gara con pezzi confezionati per Fred De Palma, e, soprattutto, Emma Marrone, vincitrice a Sanremo nel 2012.

«Ho fatto doppietta.- ammette Julien- Con Olly c’era stato un percorso di crescita perché eravamo passati da Sanremo Giovani, quest’anno, invece, l’accesso diretto con Emma e Fred è stato molto emozionante».

Jvli e Fred De Palma

Ne “Il cielo non ci vuole”, su un testo Fred De Palma legato ad esperienze sentimentali personali (“Questo amore è una sparatoria, sparami adesso, sparami ora, ma prometti che staremo bene anche all’inferno”), Julien, con Jacopo Ettorre, ha messo «sonorità belle movimentate, dove la produzione è protagonista».

Apnea” l’ha, invece, composta con Emma («ci ha messo parole che l’hanno resa più sua»), Paolo Antonacci (figlio di Biagio) e Davide Petrella.

Quest’ultimo è attualmente il Re Mida della canzone italiana. Quest’anno è, infatti, a Sanremo con quattro canzoni, mentre lo scorso anno lo aveva vinto con “Due Vite” di Mengoni (oltre ad essere arrivato secondo con “Cenere” di Lazza).

«La canzone è nata un anno e mezzo fa durante un camp di scrittura organizzato in Puglia da Takagi e Ketra.– spiega Julien- E’, quindi, una scommessa perché non è stata scritta per Sanremo, ma ha sonorità elettroniche sulla scia del pop internazionale che in certi momenti sono assolute protagoniste. Il brano è piaciuto molto ad Emma con la quale si è stabilito un bel feeling. E’ una persona meravigliosa e alla mano. Il giorno dell’annuncio al Tg1 dei pezzi ammessi a Sanremo ci ha voluti tutti in una videochiamata di gruppo per vivere insieme l’emozione».

Sarà difficile non ballare sulle note del ritornello “è colpa mia se adesso siamo in bilico, ma è colpa tua, hai gli occhi che mi uccidono”. Tanto che molti giornalisti che l’hanno già ascoltata la danno tra le favorite.

«Quando ho letto questo ho fatto tutti i gesti scaramantici possibili.– si schermisce Julien, attualmente impegnato nelle prove all’Ariston di Sanremo- Non ho aspettative precise, piuttosto dei sogni».

Speranze cova anche il padre Flavio Boverod, storico fisarmonicista e sassofonista valdostano. Julien ha, infatti, un musicalissimo DNA ereditato anche dai nonni (paterno, fisarmonicista, e materno, il polistrumentista Ezio Magliano). Nel 2016 si è trasferito a Torino, dove ha iniziato a creare basi per artisti come Shade e Boro Boro. Spostatosi a Milano alla fine dell’inverno 2021, è entrato nel giro che conta lavorando negli studi di produttori di livello internazionale come Takagi & Ketra.

«E’ sempre bello ritornare perché c’è mio papà che abita ad Excenex,- conclude- professionalmente, però, spero che il mio futuro sia lontano dalla Valle».

Oltre ad avere composto e prodotto le due canzoni che si potranno ascoltare nella serata inaugurale del 6 febbraio, il 9 febbraio Julien Boverod curerà anche gli arrangiamenti delle cover che vedranno Fred De Palma duettare con gli Eiffel 65 in un medley della band piemontese ed Emma con il cantautore e rapper ligureAndrea Brasi, in arte Bresh, in un medley di Tiziano Ferro.

Rispondi

Scopri di più da Il blog di Gaetano Lo Presti

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere