I 50 anni del rinnovato Convitto “Federico Chabod” di Aosta

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1 Rivista dello Chabod per i 50 anniFu proprio in quello stesso 1963 in cui il Convitto Nazionale di Aosta ritornò operativo che il reverendo Martin Luther King tenne il famoso discorso caratterizzato dal ripetuto “I have dream”. Anche il nuovo Convitto era, in fondo, frutto di un sogno: quello di Tacito Giovannini, che ne era Rettore dal 1951. Reduce dalla campagna di Russia e dai campi di concentramento tedeschi, nel 1957 non lo aveva spaventato più di tanto giocarsi la propria credibilità per ottenere, dal Comune di Aosta, i 3400 mq dell’antico Collège Saint-Bénin posti tra Viale della Stazione e Via Cretier e, dalle banche, un mutuo di 45 milioni (poi saliti a 120).

1 Giovannini e Giuffrè _imageAltri tempi, anche per la velocità dei lavori di ristrutturazione diretti dall’architetto Carlo Maria Giuffrè, che durarono soli 24 mesi, permettendo che nell’autunno 1963 l’anno scolastico del Convitto Federico Chabod, come venne ribattezzato, partisse con 31 convittori, tornando a garantire, per i giovani valdostani, un’alternativa laica al Seminario.

Il sogno di Tacito Giovannini è diventato oggi una grande realtà didattica regionale che il 13 aprile 2013 festeggia i 50 anni di vita. Si partirà alle 10, in aula magna, con una cerimonia con le autorità regionale (fra cui quell’Augusto Rollandin che nel 1963 fu uno dei primi 31 convittori). Seguirà l’inaugurazione della mostra fotografica “Facce da Convi”, curata dal vicerettore Stefano Scherma, ed un Vin d’honneur. A partire dalle 15, poi, convittori e semiconvittori di ieri e di oggi si ritroveranno per un pomeriggio di giochi e di musica con aperitivo finale.

1 Nello Notari 2013-04-08 14.35.07«Attualmente, tra convittori e semiconvittori, abbiamo 330 ragazzi», spiega Nello Notari, rettore dello Chabod dal 2010. «L’anno prossimo saranno 370– continua- un incremento che è indicativo della validità educativa che la comunità ci riconosce. Ed abbiamo dovuto dire di no a decine di richieste perché più di tanto non possiamo ospitare. L’ammissione avviene attraverso graduatorie che tengono conto del merito, ma anche della distanza della residenza del candidato, favorendo i più lontani da Aosta.»

1 ConvittoTra i tanti cambiamenti avvenuti in questi anni uno dei più «rivoluzionari» è stato l’apertura alle ragazze, ammesse prima come alunne delle Elementari, poi come semiconvittrici e, dall’anno scolastico 2004/2005, come convittrici. «E’ cambiato il clima – spiega Notari –se prima era una piccola caserma, con l’ingresso delle ragazze, che aiutano ad abbassare i toni, si è trasformato in una grande famiglia.» Pari opportunità che ha interessato anche il personale educativo. che dal 1997 si è arricchito di sempre più numerose presenze femminili. «La buona salute della struttura si vede anche dal fatto che in anni in cui si licenzia il Convitto Chabod assume. Abbiamo assunto due educatori quest’anno e altri due sono in programma il prossimo anno, per un totale di ventotto unità.» L’attività del Convitto non si limita, in ogni caso, allo studio, cercando di aiutare i ragazzi a crescere con attività collaterali sportive, teatrali e musicali che culminano nelle Convittiadi in cui lo «Chabod» si confronta con le rappresentative di altri 31 istituti educativi di tutta Italia, e la cui settima edizione si terrà ad Orosei, in provincia di Nuoro, dal 27 aprile al 4 maggio. 

1 bis Convittori del Federico Chabod

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