Alla vigilia della Festa della Liberazione, la sera del 24 aprile, nella tensostruttura allestita nella Piazza d’Armi del Forte di Bard sono arrivati Cisco Bellotti ed altri ex Modena City Ramblers, con un progetto nato lo scorso anno per celebrare il trentennale dell’album “Riportando tutto a casa” dei Modena.

Cisco, che vi ha militato come frontman per 15 anni, ha deciso di “riportare a casa” alcuni degli amici che avevano contribuito alla nascita di quel disco, ancora amatissimo dal pubblico. C’erano, quindi, i fondatori della band Luciano Gaetani, Marco Michelini (violino),Giovanni Rubbiani (chitarra) e Alberto Cottica (fisarmonica), oltre che gli storici Roberto Zeno (batteria), Arcangelo “Kaba” Cavazzuti e Massimo Giuntini (pipes e cornamuse). Più altri compagni di viaggio degli ultimi anni di Cisco: Bruno Bonarrigo (basso), Max Frignani (chitarre) ed Enrico Pasini (fisarmonica e tromba). «Per celebrare questo disco– ha spiegato Cisco- ho sentito il bisogno di circondarmi della maggior parte delle persone con cui ho registrato quei brani per ricreare il suono e le atmosfere del disco».
Eccoli, quindi, snocciolare la scaletta del disco da “In un giorno di pioggia” alla finale “Ninnananna”, inframezzandoli con hit successive, come “Cento passi” o le recenti “Siamo moltitudine” e “Riportando tutto a casa”(«la canzone più nostalgica che abbia mai scritto»).
La tranche del tour di quest’anno, che proseguirà anche questa estate, celebra anche gli 80 anni della Liberazione, quindi, tra un tripudio di fazzoletti rossi e pugni chiusi, i bis sono stati brani legati alla Resistenza. Si sono, così, ascoltati una serie di pezzi tratti da “Appunti partigiani”, l’ultimo album registrato da Cisco con i MCR (“I ribelli della montagna”, “Oltre il ponte”, “Al dievel” e “Bella Ciao”), ma anche due nuovi brani composti da Cisco con Filippo Andreani e pubblicati nei giorni scorsi: “Nata il 25 aprile” e “Piccola figlia di Reggio”. «La prima, che ha anche degli spunti autobiografici, è un omaggio alla Liberazione e alla libertà in generale. “Piccola figlia di Reggio” è, invece, dedicata a Genoeffa Cocconi, la madre dei sette fratelli Cervi fucilati dai repubblichini a Reggio Emilia il 28 dicembre 1943 per la loro attività partigiana. Oltre che alla loro storia, è legata alla figura femminile che nella Resistenza è troppo spesso dimenticata».
Nel pomeriggio del 25 aprile Cisco ha cantato proprio a Gattatico, nell’aia della casa museo della famiglia Cervi, per il Festival “25 aprile a casa Cervi 2025”, di cui è anche direttore artistico.
«E’ un Festival enorme dove verranno dalle 10 alle 15 mila persone», aveva previsto. Ne sono arrivate, sembra, 25.000. Perché la scaletta prevedeva Bandabardò (alle 13), Cisco con la sua band (alle 15), i 99 Posse (alle 17) e Vinicio Capossela (alle 19). Ma, anche, perché a moltissimi non è andato giù l’invito a “svolgere tutte le manifestazioni pubbliche in modo sobrio e consono alla circostanza” come segno di rispetto per la scomparsa di papa Francesco. «Siamo in tantissimi.– ha detto Albertina Soliani, presidente dell’Istituto Cervi- Guai a scoraggiarci, perché sono i popoli che fanno la differenza. I nuovi partigiani siamo noi».





