ALTAN e STAINO in Valle d’Aosta per il 3° WEEKEND DEL SORRISO

Altan- Staino P1330104ALTAN-k6DE-U23031981058408E-620x420@Cormez.jpgIn una delle più famose vignette di Altan all’affermazione di uno dei due protagonisti “poteva andare anche peggio” l’altro ribatteva “no”. «Era il 2001, dopo le elezioni che portarono al secondo governo Berlusconi.- precisa oggi il vignettista satirico trevigiano- Dopo le elezioni di domenica dovrei, però, correggerla, perché la risposta sarebbe invece “sì”.»

A dimostrazione di come nelle 8500 vignette, che in 45 anni di carriera ha pubblicato nei più prestigiosi periodici e quotidiani italiani (attualmente lo fa su Repubblica), il settantasettenne Francesco Tullio Altan abbia registrato fedelmente, a volte anticipandola, la realtà italiana.Staino DSCF0035.jpgIl 30 e 31 maggio ne ha parlato in occasione della terza edizione del “Weekend del sorriso”, organizzata dagli Amici Tour de Villa con la Fondazione Centro di studi storico-letterari Natalino Sapegno–ONLUS, che lo ha visto protagonista con un altro gigante della satira come Sergio Staino. Nel pomeriggio del 30 hanno avuto un incontro informale, tra vecchi amici, al castello La Tour de Villa di Gressan, il 31 alla Tour de l’Archet di Morgex, sede della Fondazione Sapegno, sono, invece, intervenuti in un dibattito dal titolo “Dove va la satira?”, moderato dal giornalista Davide Jaccod. «Non è un dibattito che mi emozioni molto.- ha osservato Altan- La satira, in fondo, fa sempre lo stesso mestiere: cercare di smascherare quelle false verità che sono oggi di moda. Adesso è un po’ più complicato, anche perché i politici fanno tutto da soli, anche la satira.»

altan banana.jpgAl contrario di suoi colleghi, nelle sue vignette satiriche i politici raramente si trovano. Tra le eccezioni c’è il Cavalier Banana, alter ego di Silvio Berlusconi, ritratto con in mano una banana o nell’atto di infilare un ombrello nel sedere di qualcun’altro. «La banana l’ho disegnata per la prima volta per “Tango”, un supplemento dell’Unità, e la battuta era “Cosa sta facendo? Non si preoccupi è solo un incarico esplorativo” Era in relazione ad una crisi di governo in atto, poi, visto il successo, l’ho usato più volte

Probabilmente anche quella volta aveva sentito il tintinnio di una campanella rotta che spesso anticipa l’idea delle sue battute. «Leggo i giornali, ascolto la radio, vedo molta televisione e sto attento a quello che succede. Quando vedo qualcosa di stonato allora c’è una reazione e sento quel suono.» A quale tipo di umorismo si è ispirato? «L’umorismo inglese è sempre stato molto importante per me. Ma sono stato influenzato anche da quello della gente di posti dove ho vissuto. Come Rio de Janeiro, dove ho abitato per 5 anni e dove ci sono dei battutari fantastici, da cui ho imparato la lapidarietà. O come Bologna, dove le battute volano.» Il Brasile, dove ha trovato moglie, l’ha influenzato anche nel disegno «per i colori forti, puliti e, a volte, anche un po’ dissonanti tipici del suo paesaggio anche urbano

Pimpa immagine_967_l.jpgFiglia di queste influenze esotiche (ma, anche, dei disegnatori americani e dei francesi di Hara-Kiri) è La Pimpa, il cagnolino coi pois rossi, creato nel 1975 per la figlia, che, diventato un cartone animato, ha parlato anche in patois. «Nel 2010,- ha ricordato- per incoraggiare i bambini valdostani a parlare francoprovenzale, l’assessorato regionale all’Istruzione ha realizzato un dvd con quattro episodi della Pimpa doppiata in patois dagli attori del Teatro Populéro. Ma ho anche disegnato dei tatà che animavano filastrocche in patois

Anche Sergio Staino non è nuovo a collaborazioni con la Valle: dalla partecipazione, negli anni Novanta, al Festival della Satira dei fratelli Calì alla partecipazione all’edizione del “Weekend del sorriso” dello scorso anno. «Proprio la Fondazione Sapegno di Morgex– ha ricordato- mi ha dato lo spunto per aprire anch’io un’associazione, a Scandicci. L’ho chiamata “Bobo e dintorni”, e, oltre a mettere in ordine il mio materiale, cercherà di mantenere vivo l’interesse per il fumetto in Toscana, visto che anche qui la satira politica è in cattive acque.»

Bobo 19-06-02-e1527868675775.jpgCelebre per avere ideato quarant’anni fa il personaggio di Bobo, suo alter ego, Staino ha lavorato in vari giornali, legandosi soprattutto a L’Unità, dove ha pubblicato dal 1982 al 2017. Quanto vi sia ancora legato lo dimostra la battuta al vetriolo fatta dopo il recente annuncio che Maurizio Belpietro avrebbe firmato il numero unico annuale che lo mantiene ancora in vita («non vedeva l’ora di firmare un giornale di cui non vergognarsi»).Staino- Altan P1330118.jpg«La satira-ha continuato- ha passato un periodo molto brutto in questi ultimi anni perché la psiche degli italiani è stata travolta da un atteggiamento di cattiveria e rancore. E’ stato soprattutto Grillo, col suo Vaffanculo Day, a lanciare un linguaggio assolutamente antisatirico perché parla alla pancia e non, come fa la satira, all’intelligenza delle persone. Con grillini e leghisti si è persa la capacità di ridere. Queste elezioni europee, da cui i grillini sono usciti male, potrebbero essere chiarificatrici, rilanciando la satira.»LaStampa_ao_20190530 copia.jpgDal novembre 2017 Staino pubblica delle strisce su La Stampa. «Nell’ultima– ha concluso- ho ironizzato sul referendum online su Di Maio. Malconcio ammette che non si era accorto che i contratti erano due: uno con l’alleato Salvini e uno con l’azienda Casaleggio. Siamo tornati ai tempi di Pilato. Chi volete Gesù o Barabba?»

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ALTAN con la sua  Callicatura fatta da CLAUDIO PUGLIA
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Franco GROBBERIO consegna il Tatà Pimpa ad ALTAN

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