Back to Aosta, ma, anche, Back to life. Il ritorno di Giovanni Allevi ad Aosta, a 4 anni di distanza dall’ultimo concerto (era il 29 luglio 2020, e suonò in Piazza Chanoux per Aosta Classica), si è accompagnato al ritorno sul palco del pianista ascolano dopo due anni di stop dovuto al manifestarsi di un mieloma.
Quella che la Saison Culturelle ha proposto la sera del 10 ottobre al Teatro Splendor è stata, infatti, la sedicesima data del suo Piano Solo Tour.
Allevi sta, evidentemente, meglio rispetto al giugno 2022, quando, dopo un concerto alla Concert House di Vienna in cui aveva avvertito un forte dolore alla schiena, aveva annunciato uno stop per “una malattia che corrisponde a una parola dal suono dolce”.
Il ritorno su un palco era avvenuto il 7 febbraio di quest’anno nella seconda serata del Festival di Sanremo. Oltre a raccontare la malattia, aveva eseguito l’inedita “Tomorrow”, composta «perché domani per tutti noi ci sia sempre ad attenderci un giorno più bello». Come tutti i precedenti 15 concerti del Piano Solo Tour (che, iniziato il 12 febbraio al Regio di Parma, si protrarrà fino al 10 febbraio 2025), ad Aosta una set list sempre uguale si è intrecciata al racconto codificato della malattia.
«Ho due vertebre schiacciate e una neuropatia che mi fa tremare le dita… Ed ho anche il fischio alle orecchie. Non potendo contare sul corpo suoneró con tutta anima».
Per sottolineare, poi, il riacutizzarsi del dolore lombare per un “irrigidirsi dei muscoli paravertebrali”, ha fatto addirittura strecthing sul palco, invitando, poi, a fare un applauso al mal di schiena.
Il pubblico che affollava lo Splendor ha mostrato un coinvolgimento emotivamente convinto con scroscianti applausi. I biglietti del concerto si erano del resto esauriti in pochi minuti, con acquirenti che avevano mostrato anche un interesse necrofilo perché “potrebbe essere il suo ultimo tour”.
Il 10 settembre Allevi ha pure pubblicato, per Solferino, il libro “I nove doni” in cui ha raccontato il percorso di crescita messo a punto negli anni in cui ha imparato a convivere con la malattia. «All’Istituto Tumori di Milano gli altri guerrieri della malattia mi hanno detto che dopo che si entra nel tunnel della malattia si scopre una forza che non immagini». Tra i nove doni ricevuti ci sarebbero la coscienza di sé, l’autenticità, l’amore per la bellezza e la natura che guarisce, la gratitudine per gli incontri con persone e la libertà dal giudizio altrui. «In questi 3 anni mi sono avvicinato allo stoicismo– ha detto presentando “Go to the flow”- che invitava a seguire armonicamente il flusso della vita ed a non preoccuparsi del giudizio degli altri».

A questo proposito nei vent’anni di carriera in cui ha pubblicato 19 album che hanno conquistato vari dischi di platino,Allevi è stato spesso bersaglio di aspre critiche da parte dei musicisti classici. A cominciare dal violinista Ugo Ughi che ha parlato di “modestissimo musicista”, frutto “di una esaltazione collettiva e parossistica dietro alla quale agisce evidentemente un forte investimento di marketing”.
La “musica classica contemporanea” di Allevi ha, per contro, ottenuto un grande apprezzamento popolare e riconoscimenti ufficiali. Dal regista statunitense Spike Lee, che utilizzò la sua “Come sei veramente” per uno spot della BMW, al brano “Back to life”, scelto come colonna sonora per lo spot della nuova Fiat 500. Per non parlare delle commissioni per la composizione dell’Inno delle Marche e di quello della Serie A (“O generosa”).
SCALETTA
1)Aria
2) Qui danza
3) Kiss me again
4)Monolocale. 7.30 am
5) Tomorrow
6) No more tears
7) Japan
8) Our future
9) Ti scrivo
10) L’idea
11)Luna
12) Go with the flow
13) My angel
14) Panic
15)Helena
16) Prendimi
BIS
Back to life e The Deum H 146



