Teatro

Dopo mezzo secolo UMBERTO ORSINI riprende ad Aosta il suo IVAN KARAMAZOV

L’attore Umberto Orsini raggiunse la grande popolarità nazionale negli anni Sessanta grazie alla partecipazione ad alcuni sceneggiati televisivi. In particolare “I fratelli Karamazov”, in cui, nel 1969, interpretò il personaggio di Ivan Karamazov. «Da allora– afferma- è stato difficile, per chi in quegli anni ha seguito quella trasmissione, separare la sua immagine dalla mia. E, a poco a poco, anch’io mi sono illuso di essere il depositario di quell’immagine, di essere diventato il suo doppio, il suo sosia, per dirla col suo autore, il signor Dostoevskij».

Ecco, quindi, che nel 2022 ne ha fatto il protagonista del monologo “Le Memorie di Ivan Karamazov”, scritto col regista Luca Micheletti, che la sera del 18 aprile ha portato al Teatro Splendor di Aosta per l’atto conclusivo della Saison Culturelle 2023-2024.

«Mi sono preso la libertà di rappresentarlo come un personaggio che resiste nel tempo, e mi sono chiesto perché mai il suo autore lo abbia abbandonato non-finito. E questo ‘non-finito’ me lo sono trovato tra le mani oggi, come ‘in-finito’, e quindi meravigliosamente rappresentabile, perché immortale e dunque classico. Perché, come recito, “la vera vita degli uomini e delle cose comincia solo dopo la loro scomparsa”».

Ambientato tra i resti di un antico tribunale, il lavoro, ha alternato pagine di pura invenzione a rielaborazioni di frammenti dostoevskijani, trasformandosi in un dialogo tra Ivan, il libero pensatore che sfida le convenzioni morali, e i suoi demoni interiori, da cui scaturiscono profonde riflessioni esistenziali.

Orsini, che il 2 aprile ha tagliato il traguardo dei 90 anni, è una leggenda vivente del teatro italiano, forte di 67 anni di una carriera iniziata con “Il diario di Anna Frank”. Prestigiosi anche i trascorsi cinematografici, che lo hanno visto lavorare in 44 film con registi come Fellini (“La dolce vita”) e Visconti (“La caduta degli dei” e “Ludwig”), ma anche in film erotici come “Emmanuelle l’antivergine” (con Sylvia Kristel, che con Rossella Falk ed Ellen Kessler, è stata uno dei suoi grandi amori).

A ottant’anni, nel 2014 ha fondato la Compagnia Orsini per produrre i propri spettacoli e quelli degli artisti in cui crede. «Mi pago il teatro che amo e ci rimetto. Preferisco scegliere qualcosa che, sulla carta, non sia sicuro. Sono sempre, disperatamente,alla ricerca di un insuccesso». Non ci riesce, perché anche ad Aosta è stato sold-out. Come, del resto, recita il titolo dell’autobiografia pubblicata nel 2019 da Laterza.

Anche ad Aosta Orsini ha recitato senza microfono facendosi sentire fino alle ultime file. Qual’è il segreto della sua voce? «E’ un dono di natura, e- indicando la sigaretta che fuma al termine- anche di questa».

Rispondi

Scopri di più da Il blog di Gaetano Lo Presti

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere