Il punto di vista idiosincratico di CRISTIANO GODANO, il leader dei “MARLENE KUNTZ”

«Se per tanti il protagonista del Festival di quest’anno è  Sepulveda, per me è, invece, Godano.» Parola di uno dei tanti fans di Cristiano Godano, che domenica 13 settembre 2009 affollarono il tendone di Piazza Virgiliana, a Mantova, dove il musicista  piemontese (è nato a Fossano il 21 novembre 1966) fu sottoposto ad un fuoco di fila di domande da alcuni volontari del “Festivaletteratura 2009”. In un’atmosfera carica d’affetto, il  leader dei “Marlene Kuntz” (secondo lo scrittore Enrico Brizzi  “non un gruppo di rock italiano, ma l’unico gruppo italiano di rock”)  ha  accennato alla pubblicazione del suo primo romanzo “I vivi” («Credo di avere fatto un’opera prima non disdicevole»), per, poi, dissertare di musica, ma, anche, d’amore, poesia, creatività e cinema. «Mi piacciono artisti come Sonic Youth, Neil Young, Nick Cave e Paolo Conte perché  vanno per i cavoli loro. Per dirla con  Cave, sono tutti interessati ad esprimere il loro punto di vista idiosincratico sulle cose, e, così facendo, scavano nel terreno un solco profondo diverso dall’ “up and down” delle tendenze

La recita delle parole della sua “Bellezza” (“Noi cerchiamo la bellezza ovunque. E passiamo il tempo così, senza utilità …”) è, invece, stata, occasione per sottolineare quanto sia stata importante per Godano l’estetica di Vladimir Nabokov. «Aveva una visione dell’Arte  slegata dal sociale, che ne esaltava, piuttosto, l’aspetto futile e giocoso. Mi piace giocare con le parole, per cui ammiro il modo in cui lo fa un tecnico come Stefano Bartezzaghi, ma, ancora di più, adoro come lo ha fatto un artista come Nabokov.» Questa tendenza ludica si è riflessa nei testi delle canzoni dei “Marlene Kuntz” che si sono fatti sempre più ricercati portando Godano ad augurarsi  “un po’ meno sudore sotto i palchi dei concerti e un po’ più di rapimento mentale …”

«Quando scrivo canzoni utilizzo una scrittura poetica che usa le tecniche della poesia, a cominciare dalla scelta, quasi maniacale, delle parole migliori . Uno degli aspetti peculiari della poesia è, infatti, la precisione, perché deve riuscire a suggerire e regalare suggestioni e non si può dilungare a descrivere per filo e per segno come nei saggi. Questo conferma come nell’Arte non ci sia spontaneità, quanto, piuttosto, artificio. Per cui quando qualcuno mi chiede come faccia a scrivere in maniera spontanea cose così complicate, rispondo che i  miei testi non sono assolutamente spontanei.» Il filo conduttore dell’ultimo Cd dei “Marlene Kuntz”, “Uno”, è l’Amore, come hai fatto, in certe canzoni,  a entrare così bene nella psicologia femminile? «Ci sono aspetti intimi di cui un artista è geloso, per cui, volendo  trovare delle parole per dare l’impressione di avere risposto, posso dire che un artista ha il dovere di avere le antenne dritte ed essere ovunque nello spazio». Il regista Davide Ferrario nel 2008  ti ha chiamato a fare una parte nel film “Tutta colpa di Giuda”, come ti sei trovato a recitare? «Recitare è una parola veramente generosa. Davide , che è un ammiratore sopraffino dei “Marlene” , mi ha chiamato per impersonare un artista indolente e fuori del mondo, cosa che non mi è stato assolutamente difficile fare.»

Cristiano Godano (by Gaetano Lo Presti) IMG_6212Cristiano Godano (by Gaetano Lo Presti) MG_6215Cristiano Godano (by Gaetano Lo Presti) IMG_6218

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