Per ALBERTO VISCONTI e “L’Orage” è “come una festa”

Alberto Visconti CIMG2428Saltati i canali tradizionali di diffusione, la musica corre per le strade del mondo grazie a Internet e a social networks come “MySpace” e “YouTube”. E’, quindi, da segnalare il buon riscontro che sta avendo su “YouTube”  il video-clip della canzone “Come una festa” de “L’Orage”, il gruppo valdostano guidato da Alberto Visconti e Remy Boniface. Al di là del dato numerico, oltre duemila visualizzazione in poco più di due mesi, sono da sottolineare i lusinghieri commenti (“che bello…degno del miglior folk Italiano”, “spiritoso e intenso allo stesso tempo!”) che gratificano anche lo sforzo produttivo dell’associazione culturale “Raffinerie Risonanze” di Courmayeur e la bravura del regista Andrea Tomaselli, del fotografo Daniele Fazio e del montatore Federico Lagna. «Il video è ambientato nella Parigi nel 1871– spiega Visconti, che ha composto la canzone- perché il pezzo parla di una storica serata in cui il poeta Arthur Rimbaud si scontrò con il gruppo dei poeti parnassiani. Il tutto raccontato da Rimbaud il mattino dopo coi postumi della sbornia.» “Deleghiamola ai postumi l’ardua sentenza” conclude, infatti, il raffinato testo in cui i parnassiani, chiusi nell’atmosfera ingessata ricreata nel video al “Circolo dei Lettori” di Torino, passano dall’incanto per la “lingua di fuoco” del giovane Rimbaud (che all’epoca aveva 16 anni) al panico, con conseguente rabbia, “di chi si sente invecchiato”.L'Orage 1 CIMG2483 Il risveglio sulle rive della Senna (girato vicino ad Ovada) ha per Rimbaud l’euforia di chi sa “che il tempo li avrebbe spazzati via”. Musicalmente “Come una festa” è l’esempio più riuscito dell’intrigante commistione di canzone d’autore ed etno-pop che il cantautore di Prè-St-Didier persegue dal 1999 quando, diciassettene, si affacciò alla scena musicale valdostana armato di chitarra ed una passione viscerale per cantautori come De Andrè, Guccini, Dylan e Cohen. Sono, poi, venuti la laurea in Lettere e  il master in “Tecniche della narrazione” presso la scuola “Holden” di Alessandro Baricco. Musicalmente sono, invece, stati decisivi un viaggio in Sudamerica, in cui si è «un po’ svegliato con la chitarra ritmica», e la collaborazione con l’organettista e violinista Remy Boniface. «Io scrivo le canzoni– spiega Visconti- poi benedico Remy e gli altri che hanno la bontà di lavorarci per arrangiarle». Gli “altri” che dal 2008, quando ha formato il gruppo “L’Orage”, sono Remy e Vincent Boniface (organetto, clarinetto e sax), Ricky Murray (percussioni), Stefano Trieste (basso) e Florian Bua (batteria). Una energica band folk-rock che miscela “una forte base ritmica a melodie trad e liriche intense e spiazzanti. Il risultato è una via di mezzo tra “Noir Désir” e la “Rolling Thunder Rewiew” di Bob Dylan”. Più di tante parole vale l’ascolto di alcune anticipazioni del Cd di prossima pubblicazione che si possono ascoltare nel sito www.myspace.com/lorage1 . Brani come la versione tex-mex di “Satura” (che echeggia Montale), l’ipnotica “La Teoria del Veggente” (“Io conosco una condizione dell’anima che si rivela efficace nella produzione dell’arte”)  e la strumentale “Tempo spietato” che ha una coda “rappata”. Oltre al Cd, nei programmi futuri di Visconti ci sono molti concerti, soprattutto a Torino dove si è trasferito. Ma prima sarà preso da “una condizione dell’anima che lo farà essere un altro”: in questi giorni sta, infatti, per diventare papà di Ginevra. Facile immaginare che quel giorno sarà “come una festa”.

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