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MUSICA

Le canzoni che possono cambiare il mondo di ANDREA SCANZI ed i BORDERLOBO entusiasmano lo Splendor di Aosta

Andrea SCANZI

Fin dal titolo, è stata la Pace il filo conduttore dello spettacolo “Give Peace a song – Le canzoni possono cambiare il mondo”, che la sera del 1° dicembre si è tenuto al Teatro Splendor di Aosta per la Saison Culturelle. Non a caso è nato sull’onda emozionale della guerra in Ucraina, esordendo l’11 luglio scorso. «La scintilla è stata quella lì.– ha confermato Andrea Scanzi, che, oltre a condurlo, ne ha scritto lo storytelling- Il filo conduttore sono canzoni di protesta, speranza o utopia che in qualche modo parlano di pace. Legate ad artisti che sono stati militanti, anche se, magari, non ne suoniamo le loro canzoni più barricadere. Faremo, per esempio, “Andrea” di De Andrè, che è una canzone sulla guerra, anche se non è la prima che viene in mente».

Eseguita come bis, la canzone non ha visto salire sul palco la vedova Dori Ghezzi, della quale era prevista la presenza. «Non riesco più a muovermi così disinvoltamente da Palermo ad Aosta», si è giustificata in un messaggio vocale, citando “La domenica delle salme” del marito.

Andrea Parodi

Durante la serata di De Andrè si è ascoltato anche “Fiume Sand Creek”. E, ancora ,“Carlos e Smith” di Andrea Parodi, il cantautore che ha ideato e portato avanti il progetto, “The river” di Springsteen, “Canzone delle osterie di fuori porta” di Guccini . E, poi, le classiche canzoni pacifiste: “Blowin in the wind”, “Generale” ed “Imagine” (che Lennon considerava “il manifesto del partito comunista dei sogni”), in medley con “Give peace a chance“.

Tutte collegate da appassionate ed appassionanti introduzioni di Scanzi, capace di spaziare da Woody Guthrie (che ispirò Dylan con un passo dell’autobiografia “Questa terra è la mia terra”, «la sua paura era che la risposta a tutte le domande soffiasse nel vento come giornali svolazzanti») alla collina di Tarces, in Val Venosta, che è quella del celebre incipit di “Generale”.«

Sono tutte canzoni molto belle,- ha continuato Scanzi- che a me, che canto solo un pezzettino di “Prospettiva Nevskij” di Battiato, permettono di raccontare delle belle storie. Perché dietro ogni canzone ed artista c’è una narrazione che posso teatralizzare».

Quarantottenne giornalista, scrittore e saggista, dal 2011 realizza, infatti, spettacoli teatrali, in gran parte su temi musicali.

Il primo fu dedicato ad un cantautore sul quale ha scritto la tesi di laurea ed, il 29 novembre, pubblicato un secondo libro: “E pensare che c’era Giorgio Gaber”. «Tra i grandi lui, Proietti e Guccini sono le persone che umanamente mi hanno colpito di più. Sono terrorizzato dall’idea che la sua memoria si perda. Questa paura della dimenticanza riguarda anche altri grandi artisti, ma nel caso di Gaber garantisco che il rischio c’è, perché è vero che tutti lo conoscono, ma solo pochi lo conoscono bene».

Nel suo viaggio musicale Scanzi è stato accompagnato dai Borderlobo, una superband guidata dal cantautore Andrea Parodi Zabala e dal chitarrista Alex Kid Gariazzo, che, in una parentesi della serata, ha fatto un excursus degli stili chitarristici di maestri come J. J. Cale, Eric Clapton, Jimi Hendrix, Steve Ray Vaughan, Mark Knopfler e Dave Gilmour.

Angie ed Alex Gariazzo

Completavano la band Angie Frigerio (basso), Max Malavasi (batteria), Riccardo Maccabruni (pianoforte e fisarmonica) e Raffaele Kohler (tromba). Autentico personaggio, quest’ultimo, che nel marzo 2020, durante il lockdown, ha avuto un successo virale grazie ai video in cui suonava dietro l’inferriata della finestra di casa.

Raffaele Kohler

E’ stato Parodi a coniare un sottotitolo, “Le canzoni possono cambiare il mondo”, che attualmente appare fin troppo ottimista. «Quella degli autori di queste canzoni è stata un’utopia. – ha concluso Scanzi-Lo stesso Bob Dylan, che nel 1963 aveva cantato The Times They Are a-Changin‘”, già l’anno dopo aveva cambiato idea. In ogni caso ci hanno provato. L’Arte può provare a migliorare il mondo, ma non lo cambia». Grande, unanime, successo.

Con Raffaele Kohler ed Andrea Scanzi

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