Cantautori

Così, ad Aosta, parlò VASCO BRONDI

La sera dell’8 novembre Vasco Brondi è tornato ad Aosta ed alla Saison Culturelle. A tredici anni da quando si esibì al Giacosa con Le luci della centrale elettrica. Questa volta, al Teatro Splendor, si è presentato nella veste solistica che porta avanti da un lustro.

L’8 novembre ha pubblicato pure il video di “3000 metri”, la canzone tratta del film “Fiore mio” di Paolo Cognetti, di cui ha scritto la colonna sonora che uscirà il 15 novembre con una tiratura limitata di 1000 copie in vinile trasparente.

Allo Splendor ha cantato per la prima volta live “Ascoltare gli alberi”, la canzone che si ascolta sui titoli di coda del film. «Scrivere questa colonna sonora è stata un’esperienza interessante- ha spiegato prima del concerto- soprattutto perché per me, che sono abituato a lavorare con le parole, è stata una novità cercare di fare parlare le musiche da sole. Mi interessava creare un mondo sonoro che percorresse tutto il film, creando un colore, un’atmosfera di riferimento che fosse costante per tutto il film, caratterizzandolo».

Vasco Brondi e Paolo Cognetti

Il cantautore ferrarese l’ha scritta e registrata in parte nel rifugio valdostano di Cognetti ai 1900 metri di località Fontane, poco sopra il villaggio di Estoul di Brusson. «Frequento Estoul da una decina d’anni, da quando ho conosciuto Paolo ed ho suonato al festival “Il richiamo della foresta” che organizzava lì. Abbiamo continuato a vederci, creando cose e facendo viaggi e camminate assieme. Mi ha addirittura portato a 3500 metri di altezza, che per un uomo di pianure e acquitrine, come mi definisce Paolo, non sono pochi. Anche lavorare a questo film è stato un modo di coltivare la nostra amicizia. Nello studio messo su nel suo rifugio ho registrato varie canzoni dell’album “Un segno di vita” e “Ascoltare gli alberi”. Sicuramente è un posto che influenza molto, perché mi piace molto la capacità che le montagne e la natura hanno di rimetterci nella giusta proporzione: piccoli in mezzo alla loro grandezza. Ci fanno, anche, sentire di passaggio in mezzo a montagne ed alberi che c’erano prima e ci saranno anche dopo di noi».

Nella composizione della colonna sonora ha detto di essere stato aiutato dai musicisti che erano con lui sul palco dello Splendor: Angelo Trabace (pianoforte), Daniela Savoldi (violoncello e voce) e Andrea Faccioli (chitarre e voce).

Con loro ha proposto versioni cameristiche delle sue canzoni, privilegiando il repertorio de Le Luci della centrale elettrica. Ben otto erano tratte da “Costellazioni”, album di cui quest’anno ricorre il decennale, che il 2 dicembre Vasco festeggerà all’Alcatraz di Milano. «Festeggeremo i dieci anni di un disco per me importantissimo, risuonandolo per intero, forse per la prima volta. Ed è molto bello per me ritornare a quelle canzoni e sentire ancora il soffio della vita che c’è dentro di loro».

Ha così, purtroppo, limitato a tre le canzoni contenute nel suo ultimo album “Un segno di vita” pubblicato il 15 marzo in cui ha acquistato maggiore semplicità ed immediatezza, ispirando a Nada (con la quale ha duettato in “Fuoco dentro”) la definizione di “canzoni di amore e di apocalisse”. «Direi che sono anche canzoni piene di fuochi, perché non accetto la descrizione di questi tempi come tempi bui.- ha precisato- Volevo delle canzoni che facessero luce su tutti i segni di vita che ci circondano».

Ha, infine, riproposto anche le opere di alcuni suoi maestri spirituali, «grandi saggi e grandi filosofi, ma anche semplicemente cantanti che con la loro musica mi hanno trasmesso anche il loro narcisismo, il loro altruismo, il loro alcolismo, ma specialmente la loro grande umanità». Ecco, quindi, le sue versioni di “Magic Shop” di Franco Battiato, “Cronaca Montana” dei PGR e “Annarella” dei CCCP. Ma, anche, poesie di Erri De Luca, Elizabeth Bishop, Wisława Szymborska e Jorge Luis Borges.

Tutti talismani per esorcizzare questi tempi, che rifacendosi al titolo del suo primo album solista, sono incerti, «come tutti i tempi umani, tutti i tempi di transizione».

SCALETTA

1) A forma di fulmine (Le luci della centrale elettrica)

2)Le ragazze stanno bene (Le luci della centrale elettrica)

3) Una cosa spirituale (Le luci della centrale elettrica)

4) I destini generali (Le luci della centrale elettrica)

5) Padre nostro dei satelliti (Le luci della centrale elettrica)

6) Un bar sulla via lattea(Le luci della centrale elettrica)

7) Firmamento (Le luci della centrale elettrica)

8) Meccanismi

9) Magic Shop (Franco Battiato)

10) Cronaca montana (PGR)

11) Incendio

12) La terra, l’Emilia, la luna (Le luci della centrale elettrica)

13) Qui (Le luci della centrale elettrica)

14) 40 km (Le luci della centrale elettrica)

15) Ascoltare gli alberi

16) Cara catastrofe (Le luci della centrale elettrica)

17) Chakra (Le luci della centrale elettrica)

18) Mistica (Le luci della centrale elettrica)

BIS

Un segno di vita.

Annarella (CCCP)

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