MIROSLAV VITOUS e MAURIZIO BRUNOD in concerto ad Aosta

1 Brunod Vitous (by Gaetano lo presti) IMG_1584

1 Vitous (by Gaetano lo presti) IMG_1583Adesso che ha sessantacinque anni vive buona parte del suo tempo appartato dalle parti di Bra, dove si gode i piaceri della vita dedicandosi all’hobby della pesca. Quando, però, imbraccia il contrabbasso il ceco Miroslav Ladislav Vitouš torna ad essere il musicista con cui Miles Davis ricordava di avere passato, nel 1966 al Village Gate di New York, “una delle più belle settimane della vita”. Inevitabile la domanda: che cosa accadde? «Qualcosa di incredibile– ha risposto Vitous- Avevo 19 anni ed ero da poco arrivato dalla Cecoslovacchia grazie ad una borsa di studio. Mi ritrovai a suonare con gente come Herbie Hancock, Tony Williams, Wayne Shorter e, naturalmente, Miles. L’alchimia che ne scaturì fu magica.» L’esperienza gli aprì i salotti buoni del jazz mondiale dove incrociò nuovamente Shorter, e, con lui, Joe Zawinul, coi quali, nel 1971, fondò i leggendari Weather Report.

1 Brunod (by gaetano Lo presti) IMG_1581Da allora la carriera del gigante ceco è stato un susseguirsi di successi, viaggi e incontri. Tra questi ultimi quello con il chitarrista Maurizio Brunod con cui il 10 febbraio ha inaugurerato i Concerts d’Hiver ’13, organizzati dall’Associazione culturale Notations. Originario di Champoluc, il quarantaquattrenne Brunod è anch’egli musicista di valore, lo testimoniano i trenta dischi registrati, i concerti in tutta Europa ed i piazzamenti negli annuali referendum delle riviste specializzate (terzo nel Top Jazz 2011 di ”Musica Jazz” e quarto nel JazzIt Award 2012).

«Vitous era uno dei miei miti assoluti.- racconta – Finché ci siamo conosciuti grazie all’Eurojazz Festival di Ivrea. Da allora ci siamo incrociati più volte, abbiamo fatto cene ed un paio di volte l’ho accompagnato a pescare. Si è parlato spesso di suonare assieme, finché gli ho chiesto se era disposto a fare un concerto ed una registrazione, e lui ha detto: perché no?»

1 Brunod Vitous (by Gaetano Lo presti) IMG_1580Il duo ha, così, ha inaugurato con grande successo l’Open Jazz Festival di Ivrea dello scorso anno, allargandosi successivamente a trio, con l’inserimento del trombettista Enrico Rava, e quartetto, con il sassofonista Javer Girotto ed il batterista Roberto Gatto. «Mi ha pure permesso di registrare alcuni duetti che saranno pubblicati nel mo prossimo cd “Duets”. Tra questi “Waltz for Joe” che ho dedicato a Zawinul e temevo di fargli sentire visto il modo traumatico con cui si erano lasciati.»

La morte del tastierista austriaco (avvenuta nel 2007) ha probabilmente attenuato antichi rancori (legati anche alla misteriosa scomparsa delle carte che testimoniavano il possesso di una delle tre quote originali dei Weather Report). Lo conferma anche l’ultimo cd di Vitous, «Remembering Weather Report», in cui ha sublimato la sua idea del gruppo basata «sulla conversazione diretta e la parità fra gli strumenti». Lo stesso clima che hanno trovato al Salone Ducale gli spettatori di un concerto in cui, in un flusso di libera improvvisazione, brani di Brunod come “Mostar”, “Svartisen” e “Dreams come true” si sono alternati a standards come “Interplay” di Bille Evans e “St.Thomas”.

Rispondi