Cinema Teatro

Alla Saison Alessandra Celesia e Marta Mcilduff alla ricerca dell’ALIENS che c’è in loro

E’ tornata alla Saison Culturelle l’attrice aostana Alessandra Celesia. Questa volta, anzi, ha raddoppiato, nel senso che la sera del 2 aprile sul palco del Teatro Splendor con lei c’era anche la figlia Marta Mcilduff, nata 24 anni fa a Belfast, da padre nord-irlandese.

Sposatasi in Irlanda del Nord, Alessandra ci vive dal 1997. «Ero una delle prime “straniere” a cercare di integrarmi.-ha ricordato- Anni dopo sarebbero arrivati i polacchi, i rumeni, gli africani e tanti altri. Ma nel 1997 gli “aliens” erano una novità molto esotica e il mio accento una rarità».

Aliens” è anche il titolo del lavoro che la Celesia ha presentato.

“Straniero” in francese, durante la seconda guerra mondiale “aliens” fu il nome dato in Inghilterra ai nemici. Come gli italiani che, immigrati in Irlanda del Nord tra le due guerre per andare a New York, vi erano rimasti.

Quando l’Italia entrò in guerra al fianco della Germania nazista si decise così di internare la popolazione maschile di origine italiana in campi di detenzione.

Nel luglio 1940 novecento prigionieri italiani furono imbarcati sulla nave «Arandora Star», per portarli in Canada, dove sarebbero stati internati fino alla fine della guerra. Battendo bandiera inglese, la nave fu, però, affondata dai tedeschi e in 400 morirono. Per giorni i corpi continuarono ad arrivare sulle coste del Donegal. Molti non furono identificati e molti nemmeno ritrovati.

E’ una piccola storia ignobile che gli irlandesi hanno cancellato e la Celesia ha scoperto ed approfondito, raccogliendo testimonianze e documenti. Ne è nato un lavoro di archeologia storica, che ha visto lei e la figlia intraprendere un viaggio fisico e mentale che, partendo dalle coste del Donegal, ha attraversato Belfast, la Scozia e Calais, per arrivare fino a Casalattico, paesino in provincia di Frosinone da cui proveniva la maggior parte degli italiani che erano in Irlanda del Nord. «E’ un film live o uno spettacolo con video che è il punto d’incontro fra la mia ricerca nei film e in campo teatrale. E’, infatti, un documentario multimediale live che, dopo questa prima aostana, a giugno porterò al Docs Ireland International Documentary Film Festival».

Con Alessandra e Marta, sul palco dello Splendor c’era Giovanni Corgiat Mecio con la sua musica elettronica.

«Questo è l’ultimo spettacolo che faremo assieme, perché dopo dovró andare in terapia, perché è stato come scendere nelle parti più profonde del mio dolore. Non è normale», ha concluso la bravissima Marta. «Ma se fossimo una madre ed una figlia normali avremmo mai fatto questo spettacolo?», ha ribattuto Alessandra.

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